Passaggio di ruolo interprovinciale. Eventuale domanda di rinuncia

Rosa  – Sono una insegnante di scuola primaria nella Provincia di Messina, con 25 anni di servizio di ruolo, desidero chiedere la mobilità professionale per la scuola secondaria di secondo grado, classe di concorso A18 (ex A36). Tenendo conto che le  scuole superiori della Provincia di Messina sono poche e lontane, desidero scegliere un ambito della Provincia di Catania più vicino alla mia residenza e che soddisfa la mia specializzazione. Quali conseguenze, rispetto alla mobilità professionale provinciale, procura la scelta della mobilità professionale interprovinciale? Posso rinunciare nel caso in cui la destinazione non mi soddisfi?

Paolo Pizzo – Gentilissima Rosa,

la mobilità professionale interprovinciale rientra nella fase b2 dei trasferimenti. A tale mobilità è riservata il 25% dei movimenti (compresa la mobilità professionale provinciale).

È inoltre prevista la titolarità di scuola solo all’interno del primo ambito inseritio in ordine di preferenza nella domanda. Pertanto per un unico ambito inserito nella domanda non cambia la possibilità di avere la titolarità su scuola come previsto per i movimenti provinciali, con la differenza però che mentre i provinciali possono inserire i codici delle singole scuole, comuni o distretti, tu sarai costretta ad inserire il codice di ambito e quindi la titolarità potrà essere soddisfatta in una delle scuole che sono incluse nell’ambito senza possibilità di escludere alcuna scuola. Le potrai solo ordinare secondo una tua preferenza.

Per ciò che riguarda un’eventuale rinuncia la prossima Ordinanza Ministeriale stabilirà che:

Successivamente alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande di trasferimento e di passaggio non è più consentito integrare o modificare (anche per quanto riguarda l’ordine) le preferenze già espresse, né la documentazione allegata.

E’ consentita la revoca delle domande di movimento presentate. La richiesta di revoca deve essere inviata tramite la scuola di servizio o presentata all’Ufficio territorialmente competente rispetto alla provincia di titolarità dell’interessato ed è presa in considerazione soltanto se pervenuta non oltre il decimo giorno prima del termine ultimo, previsto per ciascuna categoria di personale nell’art. 2 della presente O.M., per la comunicazione al SIDI dei posti disponibili.

Le istanze inviate dopo tale data possono essere prese in considerazione solo per gravi motivi validamente documentati ed a condizione che pervengano entro il termine ultimo, previsto per ciascuna categoria di personale nell’art. 2 della presente O.M., per la comunicazione al SIDI dei posti disponibili.

L’aspirante, qualora abbia presentato più domande di movimento, sia di trasferimento che di passaggio, deve dichiarare esplicitamente se intende revocare tutte le domande o alcune di esse. In tale ultimo caso deve chiaramente indicare le domande per le quali chiede la revoca. In mancanza di tale precisazione la revoca si intende riferita a tutte le domande di movimento.

Non è ammessa la rinuncia, a domanda, del trasferimento concesso, salvo che tale rinuncia venga richiesta per gravi motivi sopravvenuti debitamente comprovati e a condizione, altresì, che il posto di provenienza sia rimasto vacante e che la rinuncia non incida negativamente sulle operazioni relative alla gestione dell’organico di fatto. Il posto reso disponibile dal rinunciatario non influisce sui trasferimenti già effettuati e non comporta, quindi, il rifacimento degli stessi.

Il procedimento di accettazione o diniego della richiesta di rinuncia o di revoca deve, a norma dell’art. 2 della legge 241/90, essere concluso con un provvedimento espresso.

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