Assegnazione provvisoria e ricongiungimento al coniuge nel suo comune di residenza: chiarimenti sulla decorrenza temporale della residenza

Domenico – Per motivi familiari, dovrò chiedere l’assegnazione provvisoria, in quanto il coniuge è stato trasferito. La sua residenza però non è ancora cambiata, perché il trasferimento è avvenuto da poche settimane. Per avvalermi del ricongiungimento familiare, deve affrettarsi a cambiare la residenza o basta dimostrare che è in servizio nella nuova provincia? Grazie.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Domenico,

come stabilisce la normativa è possibile chiedere assegnazione provvisoria per ricongiungimento al coniuge nel suo comune di residenza a condizione che alla data di presentazione della domanda, vi risieda effettivamente con iscrizione anagrafica da almeno tre mesi.

Questa condizione, quindi, ti impedirebbe di presentare domanda di AP in quanto la residenza di tua moglie nel comune che dovresti chiedere ha una decorrenza più recente rispetto ai tre mesi richiesti dalla normativa.

La nota 1) della tabella di valutazione per le assegnazioni provvisorie, allegata all’ipotesi di CCNI,  però, ti viene incontro e prende in esame proprio il caso che ti riguarda direttamente:

“La residenza della persona alla quale si chiede il ricongiungimento deve essere documentata con certificato anagrafico o con dichiarazione personale redatta ai sensi del D.P.R. 445 del 28.12.2000 e successive modifiche e integrazioni, nei quali dovrà essere indicata la decorrenza dell’iscrizione stessa. Dall’iscrizione anagrafica si prescinde quando si tratti di ricongiungimento al coniuge trasferito per servizio nei tre mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda. In tal caso, per l’attribuzione del punteggio, dovrà essere presentata una dichiarazione del datore di lavoro che attesti tale circostanza”

In base a questa disposizione, quindi, potrai chiedere AP per ricongiungimento a tua moglie nel suo comune di residenza anche se questa risulterà avere una decorrenza recente e posteriore ai tre mesi normalmente richiesti dalla normativa. Dovrai necessariamente allegare alla domanda una  dichiarazione specifica del datore di lavoro di tua moglie che attesti quanto da te dichiarato

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