Mio marito lavora all’estero. Che tipologia di aspettativa mi spetta?

Paola  – Sono una docente di ruolo . Sto per terminare il periodo di congedo parentale per I miei due gemelli nati il 18/4/2015 . Mio marito Lavora all’ estero e vorrei astenermi dal lavoro ancora per il prossimo anno scolastico ma non vorrei chiedere l’ aspettativa per motivi familiari. Non ho ancora usufruito delle malattie per loro . Cosa potrei chiedere? Per quanto tempo complessivamente? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

è possibile richiedere l’aspettativa prevista dalla Legge “Signorello”.

La legge 11 febbraio 1980, n. 26 disciplina il collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge sia chiamato a prestare servizio all’estero.

Tutto il personale della scuola, il cui coniuge presti servizio all’estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione.

L’aspettativa può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Può quindi durare per tutto il periodo di servizio all’estero dell’altro coniuge e non ha un limite legale di durata. Il collocamento in aspettativa spetta anche al dipendente il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali. La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova.

Inoltre, dal momento che il periodo di aspettativa è subordinato al tempo in cui il coniuge presti servizio all’estero, tale periodo non deve necessariamente durare per l’intero anno scolastico ma può essere anche frazionato. Tra un periodo e un altro di aspettativa bisogna però riprodurre nuovamente domanda documentata.

Potrai quindi fare domanda secondo la legge sopra citata indicandone il motivo.

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