Collaboratore scolastico che fruisce dei permessi 104/92 e altro soggetto che gli presta assistenza. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Salve, con la presente si sottopone alla vs cortese attenzione il seguente caso: Nel ns. Istituto prestano servizio due coniugi Collaboratori scolastici. Il marito ha presentato richiesta per la fruizione della L. 104/92 art. 3 c. 3 per uso personale, contemporaneamente la moglie presenta richiesta per fruire dei 3 gg. mensili per assistere il marito quando deve andare a fare la terapia. Il quesito è: possono due dipendenti (marito e moglie) fruire dei permessi per la stessa persona? Nella speranza di aver posto in modo chiaro il quesito, si ringrazia per le consulenze sempre preziose e si porgono cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il caso in questione è quello del  lavoratore disabile che fruisce dei permessi per sé stesso e contemporaneamente è assistito da altra persona la quale, a sua volta, utilizza i permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92.

L’INPS, nella circolare n. 128 del 21.7.2003 ha precisato che “i giorni di permesso dei due soggetti interessati devono essere fruiti nelle stesse giornate, considerando che l’assenza dal lavoro, con la conseguente fruizione dei permessi da parte di chi assiste, è giustificata dal fatto che deve assistere l’handicappato, assistenza che non necessita durante le giornate in cui quest’ultimo lavora”.

Nella circolare n. 100/2012 l’istituto è ritornato sull’argomento precisando:

il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con l’interpello n. 30/2010, considerata la ratio della norma ispirata all’assistenza, all’integrazione sociale e alla tutela dei diritti delle persone disabili, ha stabilito che il diritto alla fruizione dei benefici in argomento da parte del dipendente che assiste il familiare disabile non può essere escluso a priori nei casi in cui lo stesso disabile svolga nel medesimo periodo attività lavorativa.

Conseguentemente, essendo superata la disposizione contenuta al paragrafo 2.1 della circolare n. 45/2011, l’Amministrazione non può negare a priori l’autorizzazione alla fruizione dei permessi richiesti da un dipendente per assistere un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso è impegnato in attività lavorativa.

Poi, per il caso della fruizione contemporanea dei permessi aggiunge:

“Nulla è invece innovato nelle ipotesi in cui i permessi siano fruiti per prestare assistenza ad un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso sia assente dal posto di lavoro a titolo, ad esempio, di permesso ex lege n.104/1992, malattia, ferie, aspettativa, ecc., nelle quali, pertanto, la predetta valutazione non è richiesta ed il dipendente che assiste non deve produrre alcuna giustificazione dell’assenza.”

 

 

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