I giorni di permesso legge 104/92 devono essere riproporzionati per i dipendenti in part time?

Scuola – Si chiede, gentilmente, se una dipendente con contratto part-time può usufruire dei tre giorni mensili L. 104 o gli stessi devo essere proporzionati  all’orario di servizio. Si ringrazia per la preziosa e puntuale collaborazione.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 39, comma 11, del CCNL/2007 (Scuola) dispone che “I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno”.

Tale proporzione, specifica il Contratto, è riferita solo ai giorni di ferie e di festività soppresse non prevedendo altro riproporzionamento per tutti i restanti istituti giuridici (malattia, permessi ecc.) come invece viene chiaramente esplicitato in altri Contratti Collettivi (vedi quello Ministeri).

Pertanto, stando ad una lettura letterale della norma e al principio di non discriminazione previsto dal decreto n. 63 del 25 febbraio 2000 la scuola non può attuare d’autorità una proporzione dei 3 gg. al mese, dal momento che il dipendente potrebbe appellarsi al Contratto e sarebbe sicuramente difficile per l’Amministrazione dimostrare il contrario.

C’è inoltre da ricordare l’art. 7 del decreto 15 giugno 2015, n. 81 il quale dispone che  “I contratti collettivi possono modulare la durata del periodo di prova, del periodo di preavviso in caso di licenziamento o dimissioni e quella del periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia ed infortunio in relazione all’articolazione dell’orario di lavoro”.

Pertanto, a mio avviso, in attesa di ulteriori chiarimenti o di una rivisitazione dell’attuale CCNL, i giorni di permesso (compresi quelli della 104/92) devono essere attribuiti per intero ovvero senza nessuna distinzione con i dipendenti a tempo pieno.

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