Permessi legge 104/92 per assistere la zia e ricovero a tempo pieno del disabile

Fabrizio – Sono dipendente a tempo indeterminato ATA, usufruisco del permesso della 104 per assistenza a mia zia (sorella di papà) che al momento è ricoverata in un centro di assistenza per anziani. E’ in uno stato di gravità e rischi vita, regolarmente documentato. Posso usufruire dei giorni per andare ad assistere mia zia?. Aggiungo che non è sposata il fratello è defunto e una sorella di 76 anni, con dei problemi di salute. La ringrazio e aspetto fiducioso una risposta. In attesa le auguro una buona giornata.

Paolo Pizzo – gentilissimo Fabrizio,

secondo la norma, in linea generale, la legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti ed affini entro il secondo grado. Rispetto alla normativa previgente, la nuova disposizione da un lato ha menzionato espressamente il coniuge tra i lavoratori titolari della prerogativa, dall’altro ha posto la limitazione dei parenti ed affini entro il secondo grado.

Parenti e agli affini entro il terzo grado possono fruire dei permessi solo nei casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti.

In queste ipotesi, la legge prevede la possibilità di estendere la legittimazione alla titolarità dei permessi anche ai parenti e agli affini entro il terzo grado.

Pertanto, la novità più rilevante rispetto al regime previgente è rappresentata dalla restrizione della categoria di famigliari che possono fruire dei permessi, poiché con la nuova norma si passa dal terzo al secondo grado di parentela, salvo la ricorrenza delle situazioni eccezionali dell’assenza, dell’età anagrafica o delle patologie.

Rientrando tu in questi casi (l’unico familiare del disabile è la sorella che comunque ha superato i 65 anni) puoi fruire dei permessi.

Per la questione ricovero ti segnalo che il punto 6 della circolare INPS n. 32/2011 (punto che si riferisce sia ai permessi che al congedo straordinario) recita testualmente:

“A titolo esemplificativo, tenuto conto anche di quanto normativamente previsto per i permessi ex lege 104/92, si elencano di seguito alcune ipotesi che fanno eccezione al requisito della assenza del ricovero a tempo pieno sia per quanto concerne i suddetti permessi (prolungamento del congedo parentale, riposi orari, permessi giornalieri):

  1. interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate (messaggio n. 14480 del 28 maggio 2010);
  2. ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3);
  3. ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, ipotesi precedentemente prevista per i soli minori (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3).”

Per l’INPS, quindi, l’eccezione che era prevista per i soli minori è estesa anche al familiare disabile maggiorenne ricoverato a tempo pieno, purché i sanitari dichiarino per iscritto la necessita della tua presenza.

Pertanto, tale eccezione prevista già per il congedo biennale dal D.lgs. n. 119 del 2011 è estesa dall’INPS anche ai permessi mensili.

 

 

 

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