ATA: le mansioni dell’art. 7 e l’incarico di piccola manutenzione

 

Mariagrazia – Gentile Orizzonte Scuola Siamo collaboratori scolastici di un istituto superiore avremmo necessità urgente di sapere quali mansioni rientrano nell’art.7. Anche per quanto concerne la manutenzione. Ovvero piccoli lavori di falegnameria o aggiustare suppellettili. In quanto istituto d’arte si è sempre fatto per necessità e riconosciuta con il fondo di istituto. Adesso col cambio di Dsga le opinioni sono altre Si ringrazia della risposta. Cordiali saluti.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Mariagrazia, in riferimento all’art. 50 – Posizioni Economiche per il Personale ATA – comma 3, del CCNL comparto scuola, si chiarisce che: Al personale delle Aree A e B cui, … … sono affidate, in aggiunta ai compiti previsti dallo specifico profilo, ulteriori e più complesse mansioni concernenti, per l’Area A, l’assistenza agli alunni diversamente abili e l’organizzazione degli interventi di primo soccorso e, per quanto concerne l’Area B, compiti di collaborazione amministrativa e tecnica caratterizzati da autonomia e responsabilità operativa, aderenti alla logica del percorso di valorizzazione compiuto, la sostituzione del DSGA, con esclusione della possibilità che siano attribuiti ulteriori incarichi ai sensi dell’art. 47 del presente CCNL.

Pertanto nello specifico delle mansioni del collaboratore scolastico, l’articolo 7 inserisce ulteriori funzioni come l’assistenza agli alunni diversamente abili e l’organizzazione degli interventi di primo soccorso.

Invece per quanto riguarda la piccola manutenzione, ricordo che, tale incarico è assegnato al personale che da libera disponibilità e non può essere imposta dal DSGA. Il personale collaboratore scolastico assegnatario delle funzioni di piccola manutenzione deve provvedere alla piccola manutenzione dei beni ed immobili; alla periodica verifica dello stato d’uso di porte, infissi, rubinetteria, scarichi, interruttori, prese di corrente. punti luce, etc. segnalando guasti o inefficienze, e tenere un registro nel quale annotare i singoli interventi effettuati.

Naturalmente la retribuzione per i suddetti incarichi saranno a carico del fondo d’istituto. I criteri e le modalità di svolgimento, quindi, saranno a cura della contrattazione integrativa d’istituto.

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