La malattia del figlio sospende la fruizione del congedo parentale in godimento

Amalia –  Salve, sono Amalia, ho un bimbo di 6 mesi e vorrei usufruire del congedo parentale, vorrei un chiarimento riguardo alla retribuzione e alle modalità di come del congedo e della malattia del bimbo.1) il primo mese è retribuito al 100% mentre i restanti  5 al 30%, giusto?2) se durante il congedo il bimbo si ammala o deve sottoporsi a visite di controllo, vaccini, posso interrompere il congedo ed usufruire del certificato medico relativo alla malattia di quei giorni e  poi richiedere il congedo? grazie per la vostra tempestività e chiarezza di sempre! buon lavoro.

Paolo Pizzo – Gentilissima Amalia,

ti confermo la retribuzione per intero dei primi 30 giorni e per il 30% per i restanti 5 mesi fino ai 6 anni del bambino.

Per quanto riguarda la malattia bambino invece, giova ricordare che fino al terzo anno di età del figlio, compreso il giorno del compimento del terzo anno di età, ai genitori sono riconosciuti, alternativamente, 30 giorni per ciascun anno di età del figlio, computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita (art. 12, comma 5 del CCNL/2007).

Ulteriori assenze allo stesso titolo (il congedo è esteso fino al compimento del terzo anno di età del figlio, senza alcun limite di giorni), eccedenti il limite suddetto dei 30 giorni, sono senza assegni ma computati nell’anzianità di servizio (resta comunque valido il diritto alla contribuzione figurativa piena fino al terzo anno di vita del figlio).

Ciò vuol dire per ogni anno del bambino e fino al terzo anno, terminati i 30 giorni retribuiti il personale ha comunque a disposizione un periodo di congedo illimitato che sarà comunque computato nell’anzianità di servizio, anche se non retribuito.
Il limite annuale dei 30 giorni retribuiti è espressamente collegato a ciascun anno di età del figlio e non all’anno scolastico o solare.

L’INPS, con circolare n. 8/2003, ha avuto modo di chiarire che l’assenza dal lavoro per cause (come il congedo parentale) legate non ad una “sospensione” del rapporto di lavoro ma ad una semplice inesigibilità della relativa prestazione lavorativa non configura, agli effetti erogativi della indennità di malattia, una sospensione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il diritto al congedo parentale, continua l’INPS, si precisa che anche i periodi di malattia indennizzati o indennizzabili, che si verifichino durante il congedo parentale,devono essere considerati neutri ai fini del complessivo periodo di congedo parentale spettante.

La scuola, dunque, all’atto della comunicazione del dipendente, essendo mutato il titolo dell’assenza, deve imputare l’assenza in malattia del figlio inferiore ai 3 anni (nel nostro caso 30 giorni retribuiti al 100% dal giorno successivo al compimento del secondo anno fino al giorno del terzo compleanno).

Terminata la malattia del figlio, potrai continuare a fruire del congedo parentale che è stato solo “sospeso” dalla malattia del figlio.

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