ATA: nella chiusura delle giornate prefestive, non si impongono le ferie d’ufficio

Desidererei, gentilmente, avere conferma o meno che è illegittimo obbligare il personale ATA, mentre per i Docenti scattano i “privilegi”, a utilizzare giorni di ferie residue o di a.s. in corso per coprire giorni di chiusura per sospensione di attività didattica, imposte, quasi, dal Consiglio d’Istituto, senza una vera esigenza del personale, nella misura del 50% più 1, durante l’a.s. e 75% durante la sospensione estiva, o invece, il personale interessato ha il diritto di coprire tali assenze con ore straordinarie già effettuate o ore da effettuare, dietro specifica e programmata attività da parte del Dirigenza, D.S. o D.s.g.a. Ringrazio e buon lavoro.di Giovanni Calandrino – Gentilissima, iniziamo dicendo sin da subito che le ferie imposte sono ILLEGGITIME e pertanto non si giustifica nessuna forma di ferie forzate. Detto ciò ricordo che, la chiusura prefestiva e/o durante la sospensione delle attività didattiche è disposta dal dirigente Scolastico, salvaguardando il ruolo e le competenze previsti dalla normativa vigente per gli Organi Collegiali della scuola, esclusivamente quando vi sia il consenso di almeno i 2/3 del personale A.T.A. coinvolto, compreso quello docente dichiarato inidoneo alla funzione per motivi di salute ed utilizzato nella scuola.

Nel caso quindi, di chiusura dei prefestivi (deliberata dal consiglio d’istituto dopo giusta votazione del personale ATA, come sopra indicato) al personale amministrativo-tecnico-ausiliario deve essere garantita la possibilità di riscattare le giornate non lavorate. La contrattazione d’istituto deve indicare le modalità di recupero delle ore non effettuate in quanto ai lavoratori deve essere data l’opportunità di recuperare le ore non effettuate mediante articolazioni diverse del proprio orario o ore eccedenti.

Non può essere imposto il recupero mediante compensazione con le ferie.

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