Malattia bambino dopo i 3 anni. Chiarimenti

Francesco – Spett.le OrizzonteScuola, “Chiedilo a Lalla”, buongiorno. Sono un’insegnante precario di III fascia con un incarico al 30 giugno 2017 ed avrei da porvi una domanda sulla malattia del bambino dai 3 agli 8 anni. In base alla legge attuale se il bambino ha una età compresa fra i tre e gli otto anni spettano cinque giorni di congedo all’anno per ciascun genitore, da fruire sempre alternativamente.  I suddetti cinque giorni di congedo devono intendersi per ciascun figlio e per anno di vita (non per anno scolastico o solare) e non sono trasferibili all’altro genitore; anche il genitore solo ha diritto semplicemente a cinque giorni annui. Ebbene questi cinque giorni all’anno, nel caso di un contratto pubblico, sono retribuiti ed in che misura? I trenta giorni all’anno per i primi tre anni di vita del bambino nel pubblico sono retribuiti al 100%, dopo i tre anni di vita come funziona? Ho due gemelle di tre anni, già compiuti a giugno 2016, e vorrei capire come procedere. Grazie. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Francesco,

è utile premettere che la normativa di riferimento, l’art. 47 del D.lgs 151/01, non stabilisce alcuna retribuzione per la malattia del figlio, né fino ai 3 anni, né dai 3 agli 8 anni.

Stabilisce solamente che fino ai 3 anni non c’è alcun limite di giorni, mentre dopo i 3 anni e fino agli 8 sono previsti solo 5 giorni all’anno.

Tale normativa, che nulla quindi riferisce in ordine alla possibilità di retribuire i periodi di assenza per malattia del figlio, è integrata dalle favorevoli disposizioni recate dall’art. 12 del CCNL sottoscritto il 29.11.2007.

La predetta norma pattizia prevede che vengano riconosciuti alle lavoratrici madri ed, in alternativa, ai lavoratori padri, per ciascun anno di età del bambino e fino al compimento dei tre anni del medesimo, 30 giorni di assenza retribuita, successivamente al periodo di congedo di maternità o di paternità.

Detto periodo di 30 giorni, fruibile sia in modo continuativo che frazionato, non riduce le ferie né la tredicesima mensilità ed è valutato ai fini dell’anzianità di servizio.

I trenta giorni annuali sono computati sempre con riferimento agli anni di vita del bambino (non all’anno scolastico o solare). Il restante periodo di malattia eventualmente fruito (fino ai 3 anni è infatti senza limiti temporali) è senza retribuzione e ugualmente valutato nell’anzianità di servizio.

Pertanto, la retribuzione per intero è riferita solo ai primi 3 anni del bambino, mentre dopo i 3 anni e fino agli 8 si applica in toto il T.U. che non prevede alcuna retribuzione per i 5 gg all’anno (i 5 giorni sono da intendere per “ogni figlio”) che sono comunque valutati nell’anzianità di servizio.

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