Personale ATA a tempo determinato: i permessi non retribuiti

 

Simona – Gentilissimi, Sono attualmente in servizio come collaboratore scolastico III FASCIA con due contratti part- time (9+27h) nel medesimo istituto. Quello da nove ore ha validità fino al 24/11, l’altro al momento fino all’1/11.

Ho questo dubbio. So che maturerò 2,5 giorni al mese di ferie, ma qual’è la regola riguardante i permessi? Se io avessi bisogno di alcuni giorni per un’operazione chirurgica di mio padre durante il contratto, avrei diritto a chiedere un permesso di alcuni giorni per motivi famigliari? Se si, i giorni dovranno essere retribuiti o non lo saranno? E in ultimo, in caso di permesso non retribuito ciò va ad incidere sul punteggio accumulato?

Grazie in anticipo

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Simona, l’art. 19 del CCNL scuola afferma che, Al personale assunto a tempo determinato, [omissis] si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.

Nella fattispecie il comma 7 ribadisce che, Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi ad esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dall’art. 15, comma 2. Ovvero per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Naturalmente le ricordo che i periodi di assenza senza assegni interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

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