Supplenze da MAD e docente in interdizione per gravi complicanze

Dirigente scolastica – Avendo esaurito le graduatorie di istituto, abbiamo contattato una supplente non inserita nella graduatoria di istituto che ha dato la sua disponibilità telefonicamente. Il giorno in cui doveva assumere servizio ha comunicato l’impossibilità di presentarsi perché si trova in complicanze nella gestazione. La supplente ha diritto al contratto anche se è collocata fuori graduatoria? Grazie in anticipo per la risposta.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

è utile premettere i diritti della docente in maternità indipendentemente dalle GI/GAE/immissioni in ruolo.

In base agli artt. 16 e 17 del D.Lgs. 151/2001 è assolutamente vietato adibire le donne al lavoro durante tutto il periodo del congedo obbligatorio e interdizione dal lavoro e quindi, indipendentemente dalle modalità di assunzione, l’instaurazione del rapporto di lavoro deve intendersi realizzata con la semplice accettazione della nomina senza obbligo di assumere servizio.

Pertanto, il personale supplente temporaneo che, al momento del conferimento della proposta di lavoro si trovi in congedo di maternità o in interdizione per gravi complicanze della gestazione, successivamente all’accettazione della nomina vedrà valutato tutto il periodo di astensione dal lavoro sia ai fini giuridici che ai fini economici nei termini della durata del rapporto di lavoro e al trattamento economico intero per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro si perfeziona con la semplice accettazione della nomina, senza obbligo da parte del personale in congedo di maternità o in interdizione di assumere servizio.

Tali principi sono stati richiamati anche dall’ARAN che negli anni ha avuto modo di precisare che:

“La problematica in esame è stata oggetto di diverse pronunce giurisprudenziali, dalle quali si può evincere il seguente orientamento:

– l’astensione obbligatoria è assolutamente inderogabile, conseguentemente l’instaurazione del rapporto deve intendersi realizzata con l’accettazione della nomina e non con l’inizio della effettiva prestazione del servizio (CdS Sez. V n. 1306 del 17.11.1994);

– non è legittimo escludere dall’assunzione una lavoratrice madre utilmente collocata in graduatoria (TAR Puglia n. 150 del 7.6.1986) neppure nel caso in cui, trattandosi di rapporto a termine, questo si esaurisce all’interno del periodo di astensione obbligatoria;

– il trattamento giuridico ed economico per maternità spetta anche qualora la lavoratrice madre, per motivi oggettivi connessi alla gravidanza, non possa prendere servizio essendo sufficiente a tal fine fare riferimento al provvedimento di nomina (CdS n. 5095 del 4.9.2006).

Tali principi sono direttamente applicabili anche nel nuovo sistema privatistico, per cui si ritiene che l’amministrazione non abbia la possibilità di posticipare l’assunzione e debba, invece, stipulare immediatamente il contratto individuale di lavoro con la lavoratrice madre, applicandole il trattamento giuridico ed economico previsto in caso di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità.

Venendo più nello specifico al caso in questione, si segnala che ai fini dell’instaurazione del rapporto di lavoro a nulla rileva con quali modalità viene chiamato un supplente, ovviamente se tali modalità sono state fatte proprie dalla scuola e se sono coerenti con l’ordinamento giuridico vigente.

Pertanto, anche se la supplente è stata chiamata da MAD, ciò che conta per l’attuazione di quanto precisato finora è che alla stessa sia stata effettuata una proposta di supplenza (per fonogramma, mail ecc.) alla quale dovrà inevitabilmente seguire la stipula di un contratto, indipendentemente quindi se trattasi di procedura attuata dalla GI o dalle MAD.

Una volta che la scuola formula una proposta di supplenza scatta infatti automaticamente la disciplina di quanto finora detto.

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