Elaborati allievi e consegna ai genitori

Scuola  – Buon giorno, da alcuni giorni diversi genitori ci chiedono se è possibile la consegna dei compiti in classe svolti dai propri figli durante il percorso scolastico. Chiediamo se è possibile oppure no. Eventualmente il tutto correlato dalle leggi che lo consentono o meno. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

è utile intanto precisare che una norma, seppur datata, è ancora in vigore e stabilisce che

“Gli elaborati delle prove scritte, grafiche e pratiche di qualsiasi esame sono conservati per tutto l’anno scolastico successivo nell’istituto presso il quale l’esame si è svolto.”

Tale norma è stata poi inserita in diverse circolari e disposizioni in materia (soprattutto da parte degli USR)  che prevedono la conservazione degli elaborati (non solo prove di esame) per almeno un anno e a campione si conserva illimitatamente un’annata ogni dieci, mentre gli elaborati delle prove scritte per gli esami di stato hanno una conservazione illimitata.

Detto questo, la questione di cui al quesito non può che essere ricondotta ad un regolamento interno che dovrebbe adottare la scuola in cui si specifichino le regole di visione/consegna ai genitori degli elaborati degli allievi.

In poche parole ogni scuola si può dare un regolamento (o adottare la cosiddetta “carta dei servizi”) all’interno del quale prevedere la modalità di consegna ai genitori delle verifiche, i tempi di riconsegna ecc. fermo restando tener ben presente la responsabilità che la scuola ha della custodia degli elaborati.

Pertanto bisogna comunque andare con molta cautela e valutare bene la questione (consegnando gli originali, per esempio, si potrebbe incorrere in probabili smarrimenti…).

Il fatto però di adottare un regolamento e quindi prevedere la consegna ai genitori degli elaborati, è utile chiarirlo, non è un vero e proprio “obbligo” da parte della scuola atteso che la visione degli stessi, con relativa valutazione, sarà sicuramente oggetto di visione da parte dei genitori durante i colloqui individuali con i docenti o durante gli incontri scuola-famiglia.

Non bisogna infatti confondere la “trasparenza” con il diritto di accesso agli atti. Quest’ultimo aspetto è infatti ben altra cosa.

La decisione è quindi demandata agli organi collegiali.

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