Proroga della supplenza al docente in effettivo servizio. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Buongiorno avremmo bisogno di un chiarimento. Abbiamo una docente di scuola dell’infanzia assente per malattia su di lei abbiamo nominato una supplente che durante la sostituzione ha presentato certificato di gravidanza. Essendo scuola dell’infanzia e non potendola spostare in altre mansioni l’Ispettorato del lavoro su nostra richiesta l’ha collocata in interdizione e su di lei è stata nominata un’altra supplente. Ora la titolare prolunga la malattia, noi abbiamo chiesto la proroga dell’interdizione all’ispettorato del lavoro e predisposto la proroga alle due supplenti ma l’Ispettorato ci ha risposto che non concede interdizione in quanto trattasi di mansioni a rischio e non di complicanze della gestazione e alla prima supplente non spetta la proroga. Chi ha ragione?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

concordo con l’Ispettorato.

L’interdizione di cui al quesito (diversa da quella per gravi complicanze della gestazione) è disposta per una durata coincidente con il termine di cessazione del rapporto di lavoro, non potendo sussistere in assenza di prestazione lavorativa (si intende decaduta in coincidenza con lo scadere del contratto).

Né, quindi, il medesimo provvedimento può essere disposto fino a 7 mesi dopo la data del parto, qualora il rapporto lavorativo scada durante il periodo dei tre mesi ordinari di congedo obbligatorio post-parto (salvo rinnovo del contratto o nuova assunzione della lavoratrice entro il settimo mese di vita dell’infante).

Nel caso di successivo nuovo rapporto di lavoro alle stesse condizioni di incompatibilità sarà necessario riproporre domanda (sia per l’anticipazione che per l’estensione fino a 7 mesi dopo il parto).

Detto questo, appare evidente che non siamo nella casistica di cui all’art 12 del CCNL/2007 che al comma 2 stabilisce che il periodo di congedo di maternità “è da considerarsi servizio effettivamente prestato anche per l’eventuale proroga dell’incarico di supplenza”.

Pertanto, la supplenza, a mio avviso, spetta al solo docente in effettivo servizio al momento del rinnovo dell’assenza del titolare.

Non trattandosi infatti di congedo di maternità/interdizione per gravi complicanze, per cui la docente è sempre considerata in effettivo servizio, entra in gioco un elemento fondamentale, la proroga contrattuale, che è istituto per il quale, a fronte del verificarsi di un nuovo periodo di necessità di sostituzione del docente titolare, invece di scorrere nuovamente la graduatoria, si dà luogo alla proroga nei riguardi del supplente già in servizio, ai fini precipui della salvaguardia della continuità didattica in favore degli alunni.

In conclusione, in questo caso, l’istituto della proroga si applica esclusivamente nei riguardi del supplente effettivamente in servizio.

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