Aspettativa per dottorato di ricerca oltre la durata del corso. Chiarimenti

Simona  – in attesa di parlare con il referente del mio usp, le scrivo con la speranza che possa aiutarmi a chiarire un dubbio che mi affligge da un po’ di tempo. Vengo subito al dunque. Parallelamente all’attività di docente, quest’anno sono entrata in ruolo dopo aver vinto il concorso a cattedra, tre anni fa ho intrapreso un dottorato di ricerca in co-tutela di tesi tra la Francia e l’Italia. Ho sempre lavorato e studiato, ma l’anno prossimo mi piacerebbe poter concludere il mio lavoro e chiedere un’aspettativa alla mia Dirigente per dedicarmi solo allo studio. Il 2016/2017 sarebbe pertanto il primo anno fuori corso, pensa possano esserci problemi? L’aspettativa è forse concessa solo per la durata legale, quindi tre anni, del corso? Eventualmente, potrei ricorrere all’aspettativa non retribuita? La ringrazio dell’attenzione e confido in una sua risposta. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Simona,

Con CM n. 15 del 22 febbraio 2011 il MIUR ha fornito indicazioni in merito alle modalità di fruizione del congedo per dottorato di ricerca.

In tale circolare ha precisato che l’art. 2 della legge 13 agosto 1984, n. 476 prevede la concessione del congedo straordinario per il periodo di durata del corso, nel cui ambito non può, quindi, prefigurarsi la preparazione e la discussione della tesi: in tal senso ha fornito il proprio parere l’Ufficio legislativo di questo Ministero, appositamente interpellato in merito. Non si ritiene pertanto possibile la concessione di una proroga del congedo straordinario oltre tale limite, anche in considerazione dell’aggravio di spesa che ne deriverebbe, che, peraltro, non troverebbe giustificazione in alcuna disposizione normativa.

Si ritiene tuttavia possibile che, come rilevato dallo stesso Ufficio legislativo, il personale interessato possa richiedere, per il tempo necessario alla preparazione della relazione finale, l’aspettativa per motivi di studio di cui al comma 2 dell’art. 18 del CCNL comparto scuola.

L’unica deroga, peraltro prevista dalla nota Prot. N. AOODGPER 10331 del 14 dicembre 2011, riguarda solo quei docenti che per diversi motivi (gravidanza, malattia ecc.) non abbiano potuto concludere il corso.

Pertanto, nel tuo caso, indipendentemente se trattasi o meno della preparazione e discussione della tesi, potrai ricorrere alla aspettativa per motivi di studio prevista dall’art 18/2 del CCNL/2007.

Tale aspettativa può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita invece, per periodi frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi).

Per interrompere l’aspettativa, e quindi per ripristinare il diritto a chiedere altri 12 mesi, è necessario il rientro in servizio attivo superiore a 6 mesi; in ogni caso il limite massimo non può essere superiore a 2 anni e 6 mesi in un quinquennio.

Il quinquennio da prendere in considerazione è quello che verrà a scadere nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto dal dipendente.

Inoltre:

  • Durante l’aspettativa il dipendente non hai diritto alla retribuzione.
  • Il tempo trascorso in aspettativa interrompe l’anzianità di servizio, non si computa ai fini della progressione di carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio, del trattamento di quiescenza e previdenza nonché della maturazione delle ferie e delle festività soppresse.
  • Tale periodo può essere valutato ai fini della pensione previa regolarizzazione contributiva da parte dell’interessato (D.Lgs. 30/4/1997, n. 184).
  • Il riscatto dei predetti periodi può essere richiesto nella misura massima di tre anni.
  • Quando i periodi di aspettativa sono fruiti dal personale con contratto a tempo indeterminato, non sono utili ai fini del compimento del periodo di prova o dell’anno di formazione nonché ai fini della continuità del servizio valutabile con punteggio specifico nelle procedure di mobilità e nella graduatoria interna per l’individuazione del personale soprannumerario (a meno che nell’a.s. di riferimento tu non abbia effettuato almeno 180 gg. di servizio nonostante la fruizione delll’aspettativa).

 

 

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