Assenza per grave patologia. Chiarimenti per il Dirigente

Dirigente scolastico – Si chiede, con cortese sollecitudine, un parere, possibilmente con riferimenti normativi, al seguente quesito: Premessa: E’ stata conferita una supplenza breve ad un collaboratore scolastico dal 14.11.2016 al 13.12.2016;  Lo stesso collaboratore scolastico dal 19.11.2016 al 22.12.2016 ha presentato una domanda di assenza per malattia, quindi andando oltre la durata della nomina, con la seguente diagnosi: “stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta”; Allo stesso, a seguito della continuazione dell’assenza del titolare, è stata prorogata la nomina; Si precisa che il collaboratore di cui si parla durante la prestazione del servizio aveva documentato il suo stato di beneficiario di Legge 104/1992 comma 1 art. 3 essendo affetto da “sclerosi multipla forma recidivante remittente in trattamento” con invalidità superiore ai 2/3. Quesito: Per quanto sopra, pur essendo affetto da “grave patologia”,  avendo presentato una domanda di assenza per “stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta” e NON per “patologia grave che richiede terapia salvavita”,  SI CHIEDE se il collaboratore scolastico incorre  nel caso di licenziamento avendo superato di 4  i 30 giorni di malattia pagati al 50% previsti per i supplenti brevi visto che non si è assentato  per “grave patologia”. Si resta in attesa di un sollecito riscontro considerato che, se rientra nel caso prospettato, già oggi si deve procedere al licenziamento.

Paolo Pizzo -Gentile Dirigente scolastico,

l’art 19/ 10 del CCNL/2007 dispone che nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato per supplenze brevi, si ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.

Pertanto, dopo tale periodo avviene la risoluzione del contratto.

Dalla lettura del quesito e quindi dalla certificazione prodotta dal dipendente è a mio avviso escluso che la malattia rientri nelle gravi patologie in quanto la certificazione pare sia ricondotta SOLO all’invalidità riconosciuta.

Dispone infatti l’art 17/9 dello stesso Contratto:

In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia…

È stato più volte chiarito come la clausola in esame non riguarda tutte le patologie gravi ma soltanto quelle che richiedono il ricorso a terapie salvavita; quindi i due requisiti (gravità della patologia e necessità del ricorso a terapie salvavita) devono coesistere e vanno valutati contestualmente. Nel nostro caso, quindi, non rileva se il dipendente abbia o meno un’invalidità oppure sia un disabile con certificazione 104/92, ma SOLO che abbia certificata una grave patologia e che nei giorni di assenza per malattia sia sottoposto alle terapie oppure l’assenza sia chiaramente ricondotta alle conseguenze delle terapie effettuate.

In poche parole per il riconoscimento del beneficio, il lavoratore dovrà produrre una adeguata e chiara certificazione medica da cui, appunto, risulti non solo la sua condizione morbosa, ma anche l’ulteriore attestazione che la stessa si configura come patologia grave che ha richiesto o richiede la effettuazione di terapie salvavita.

Stando al quesito, quindi, se la certificazione riporta solo la dicitura della invalidità riconosciuta la scuola non può ricondurla alla “grave patologia” al fine di escludere la malattia dal periodo di comporto.

 

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