Congedo per cure invalidi. Chiarimenti

Mary – Chiedo cortesemente un chiarimento riferito al conteggio dei 30 gg di assenza per invalidi oltre il 50% a T.I., la mia segreteria sostiene che nel programma delle paghe da loro usato, non esiste la deroga dal computo, per cui mi sono vista computare i 30 giorni come malattia ,è corretto? Grazie se mi vorrete rispondere.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mary,

il Decreto legislativo n. 119 del 18/07/2011, all’art. 7, commi 1-3, stabilisce:

I lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni.

Il congedo è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta.

Durante il periodo di congedo, non rientrante nel periodo di comporto, il dipendente ha diritto a percepire il trattamento calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia. Il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l’avvenuta sottoposizione alle cure. In caso di lavoratore sottoposto a trattamenti terapeutici continuativi, a giustificazione dell’assenza puo’ essere prodotta anche attestazione cumulativa.

Pertanto, per quanto riguarda il regime giuridico, il congedo non rientra nel periodo di comporto.

Dal quesito non è però chiaro se tu abbia fruito del congedo di cui sopra oppure della “semplice” malattia imputata ad invalidità seppur riconosciuta. In quest’ultimo caso, infatti, l’assenza rientra a tutti gli effetti nel periodo di comporto.

Affinché infatti la malattia sia imputata al decreto di cui sopra e quindi non venga computata nel periodo di comporto, è necessario presentare domanda di congedo al DS, allegare alla domanda la documentazione attestante l’avvenuto riconoscimento da parte dell’ASL della riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%  e presentare la richiesta del medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o appartenente a una struttura sanitaria pubblica, dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta.

In ultimo, una volta rientrata in servizio, dovrai produrre idonea giustificazione delle cure effettuate.

Pertanto, se manca anche uno di questi elementi appena citati l’assenza rientra nella normale malattia e considerata nel periodo di comporto.