Aspettativa per motivi di famiglia e/o personali. Chiarimenti.

Anna  – Buongiorno. Sono una docente di ruolo di scuola dell’infanzia. A settembre di quest’anno ho usufruito di trentacinque giorni di aspettativa per motivi di famiglia senza retribuzione in quanto ho affrontato un trasloco da Lecce a Udine.  A fine gennaio però dovrò purtroppo effettuare un nuovo trasloco per problemi insorti nella casa in cui abitiamo. La mia domanda è questa: è possibile usufruire di un’altra aspettativa di circa quindici giorni, oppure non la si può richiedere nell’arco dello stesso anno scolastico? Aggiungo che ho già usufruito dei tre giorni di permesso retribuito e non vorrei consumare anche le ferie anticipate. Grazie molte per la gentile risposta che vorrete darmi. Cordiali saluti

Paolo Pizzo – Gentilissima Anna,

l’aspettativa di cui al quesito, per motivi di famiglia e/o personali (art 18/1 del CCNL/2007) può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita per periodi spezzettati o frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi). Il quinquennio da prendere in considerazione è quello che verrà a scadere nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto.

I periodi di aspettativa intervallati da periodi di servizio attivo non superiori a sei mesi si sommano ai fini del raggiungimento del limite di un anno come se fossero continuativi, mentre se il servizio attivo è superiore a sei mesi il computo del limite massimo riprende dall’inizio.

Pertanto, i 15 giorni fruiti precedentemente si sommeranno ai 15 che prenderai a gennaio. Risulteranno quindi 30 gg di aspettativa non essendoci stati i 6 mesi di servizio attivo tra un periodo di aspettativa e un altro.

Sei ancora ampiamente all’interno del periodo richiedibile.

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