Rientro del titolare dopo il 30 aprile. Chiarimenti

Marianna – ti scrivo per avere una conferma. Sono una docente di scuola secondaria di 1° grado e l’ 11 novembre ho preso servizio presso una scuola media dove insegno solo ad una terza.  La docente che sostituisco è in malattia dall’inizio dell’anno scolastico (quest’anno in maniera continuativa non ha mai insegnato) e mi chiedevo se appena rientro dalle vacanze posso chiedere al dirigente scolastico di avere un contratto al 30 giugno. Ho letto una normativa che dice: “Un docente supplente prosegue nell’insegnamento nelle classi oltre il 30 aprile, purchè l’assenza del titolare (150 giorni, ridotti a 90 nelle classi terminali) dev’essere “continuativa”. La docente in malattia ha già superato cosi’ i 90 giorni e io seguo solo una classe terminale Mi spetta di diritto il contratto? Il dirigente ha la facoltà di negarlo?

Paolo Pizzo – Gentilissima Marianna,

Il rientro del titolare dopo il 30 aprile è disciplinato dall’art. 37 del CCNL/2007. Il suddetto articolo prevede che “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

Se leggi bene l’art. è chiaramente indicato “…del titolare che rientra dopo il 30 aprile….”

Pertanto, l’art in questione assume validità solo dopo il 30 aprile.

Per il calcolo dei giorni, quindi, non si tiene conto della data del 30 aprile (cioè contare i giorni di assenza fino al 30 aprile), ma della data di termine dell’assenza del titolare (cioè dopo il 30 aprile).

Es. Se il giorno di rientro del titolare è previsto per il 18 maggio, bisogna contare a ritroso 150 giorni (o 90 se classi terminali) a partire da tale data, non quindi a partire dal 30 aprile.

È ovvio che se già al 1° maggio il titolare ha raggiunto i giorni indicati nell’art. 37, il calcolo è superfluo.

Altrimenti bisogna andare a ritroso partendo dalla data di presunto rientro del titolare (che ovviamente sarà dopo il 30 aprile) e non da quella del 30 aprile.

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