Orario di allattamento. Chiarimenti

Docente – Buongiorno, sono un insegnante di scuola primaria. Volevo Chiarimenti per quanto riguarda le ore di allattamento. Per fare l’orario ho tenuto conto delle ore giornaliere. Dove ho 6 o più ore, ho messo due ore di allattamento e nei giorni in cui ne ho meno, ne abbiamo tolta una. Il venerdì, peró, ho solo un’ora di scuola e quindi sono rimasta a casa. La dirigente mi ha contattato dicendomi che non posso stare a casa perché non posso avere due giorni di riposo. Premetto che l’orario l’ho fatto con la coordinatrice cercando di salvaguardare le ore frontali con gli alunni. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

il D. Lgs. n. 151/2001 fa riferimento esclusivamente all’orario giornaliero del lavoratore e non a quello settimanale. Il permesso è dunque subordinato esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero e le ore di riposo devono essere così ripartite:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Al personale docente spetta di norma una sola ora al giorno perché l’orario giornaliero è di solito inferiore le 6 ore.

Nel caso però il docente, pur prestando servizio per meno di 6 ore al giorno, di fatto in alcuni giorni presti servizio per 6 ore o più (es. consigli di classe, collegio docenti o altra attività inerente le attività funzionali all’insegnamento che si “cumula” all’orario di lavoro per quella determinata giornata, es. 4 ore di lezione al mattino e 2 ore di collegio docenti), per tale giorno avrà diritto a 2 ore di riposo (il suo orario “giornaliero” supererà in quel giorno le 5 ore e 59 minuti).

Pertanto, per quanto riguarda la riduzione giornaliera avete operato correttamente.

Per ciò che riguarda invece il numero dei giorni, è utile ricordare che la riduzione oraria si realizza togliendo all’insegnante che fruisce dei riposi una o più classi, evitando in tal modo che in una stessa classe prestino servizio due insegnanti nell’arco della settimana.

Il Dirigente dovrà quindi sottrarre al docente una o più classi fino al raggiungimento del tetto cui il titolare ha diritto, in base all’orario giornaliero che svolge il docente.

Il docente che ha 18 ore avrà una riduzione di 5 ore, atteso che l’orario intero è di norma distribuito in 5 giorni settimanali.

Nel caso in cui ci siano problemi nel mantenere l’unicità d’insegnamento nelle classi, la riduzione potrà operare per 6 ore e il docente titolare avrà 5 ore di riduzione (una per ogni giorno d’insegnamento) più una a disposizione.

Da questo “risultato” il docente svolgerà la sua attività d’insegnamento in 5 o meno giorni a seconda del relativo orario previsto nelle classi residuanti. Sulle ore rimanenti si dovrà necessariamente nominare un supplente.

Se, quindi, con la riduzione che ne è scaturita avete comunque mantenuto e garantito l’attività didattica, è possibile anche ridurre il numero di giorni settimanali purché ovviamente non si aumenti il numero di ore spettanti rispetto alle ore giornaliere e contemporaneamente garantire la continuità didattica.

Riguardo invece all'”unica ora di lezione”  si richiama il punto 7.2  della  circolare INPS 95bis/2006 (RIPOSI GIORNALIERI E PART-TIME) nella quale si afferma:

“Si forniscono chiarimenti in merito alla possibilità di riconoscere i riposi giornalieri nel caso limite della lavoratrice madre a tempo parziale c.d. orizzontale, tenuta in base al programma contrattuale ad effettuare solo un’ora di lavoro nell’arco della giornata.

In linea con l’orientamento espresso in proposito dal Ministero vigilante– orientamento recentemente confermato dal Coordinamento generale legale dell’Istituto- la scrivente Direzione è pervenuta ad un’interpretazione di segno favorevole nella considerazione che la dizione letterale della norma (art. 39, comma 1, del citato testo unico) non pare interdire una siffatta possibilità, limitandosi soltanto a  prevedere l’orario giornaliero di lavoro (6 ore) al di sotto del quale il riposo è pari ad un’ora, ma non anche l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero.

L’eventuale coincidenza del riposo giornaliero con l’unica ora di lavoro, pur comportando la totale astensione della lavoratrice dall’attività lavorativa, non precluderà pertanto il riconoscimento del diritto al riposo in questione”.

A mio avviso però la consuetudine di parlare di queste cose e di organizzare l’orario con il “vicepreside” anziché con il dirigente, può causare incomprensione e a volte ritardi nell’esercizio dei diritti.

Conveniva quindi parlarne direttamente col DS, fermo restando che avete comunque operato correttamente.

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