L’assenza per grave patologia non c’entra con l’invalidità

Scuola – Desideriamo rivolgervi il seguente quesito per giungere alla giusta interpretazione della normativa. Un collaboratore scolastico, in possesso di certificazione di L. 104/92 per sé con invalidità del 100% e soggetto a terapie per cure di grave patologia, presenta la seguente certificazione ogni qualvolta si sottopone a “terapie salvavita”: 1. il primo giorno attestato telematico con crocetta su “patologia grave che richiede terapia salvavita” 2. dal giorno successivo, per tutto il periodo indicato dal medico curante,  attestato telematico con crocetta su “stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta” Secondo il coll. scol. ed il suo medico, che ha  consultato l’Ordine dei medici,  tale modalità di attestazione è da ritenersi valida per imputare interamente l’assenza così certificata alla “grave patologia” e pertanto sostiene che gli competa l’intero trattamento economico con esclusione dal periodo di comporto. E’ da aggiungere, infine, che lo stesso coll. scol. presenta alla scuola una attestazione con validità temporale di circa 6 mesi per volta, da parte dell’ASL di appartenenza, dalla quale risulta che “….affetto da grave patologia puo’ fruire del beneficio previsto dallo specifico CCNL, in quanto necessita di “assenza per malattia da gravi patologie”. Si chiede pertanto quale sia la reale portata della dicitura “stato patologico sotteso o connesso a invalidità riconosciuta” e di conseguenza, se la medesima possa essere utilizzata per sostituire la necessaria (a ns. avviso) dicitura …. “per le conseguenze delle cure connesse alla grave patologia” – desunta dall’art. 17 co 9 del CCNL. Gli attestati telematici presentano di default solo 3 tipologie di assenza: 1. patologia grave che richiede terapia salvavita 2. malattia per la quale è stata riconosciuta la causa di servizio 3. stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta RingraziandoVi della Vs. cortese professionalità, rimaniamo in attesa di riscontro. il dsga e il DS  dell’istituto.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art 17/9 del Contratto dispone che :

In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia…

L’ARAN ha più volte chiarito come la clausola in esame non riguarda tutte le patologie gravi ma soltanto quelle che richiedono il ricorso a terapie salvavita; quindi i due requisiti (gravità della patologia e necessità del ricorso a terapie salvavita) devono coesistere e vanno valutati contestualmente. Nel nostro caso, quindi, non rileva se il dipendente abbia o meno un’invalidità oppure sia un disabile con certificazione 104/92, ma solo che abbia certificata una grave patologia e che nei giorni di assenza per malattia sia sottoposto alle terapie oppure l’assenza sia chiaramente ricondotta alle conseguenze delle terapie effettuate.

In poche parole per il riconoscimento del beneficio, il lavoratore dovrà produrre una adeguata e chiara certificazione medica da cui, appunto, risulti non solo la sua condizione morbosa, ma anche l’ulteriore attestazione che la stessa si configura come patologia grave che ha richiesto o richiede la effettuazione di terapie salvavita.

Stando al quesito, quindi, se la certificazione riporta solo la dicitura della invalidità riconosciuta la scuola non può ricondurla alla “grave patologia” al fine di escludere la malattia dal periodo di comporto.

La dicitura “stato patologico sotteso o connesso a invalidità riconosciuta” è infatti altra fattispecie.

Ciò si evince chiaramente dal DECRETO 18 dicembre 2009, n. 206 che esclude dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:

a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;

b) infortuni sul lavoro;

c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;

d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Se a) e d) fossero la stessa cosa non ci sarebbe stato bisogno di distinguerle.

In conclusione, i giorni da escludere dal comporto e da retribuire per intero, che rientrano nella “grave patologia”, sono solo quelli ricondotti alla stessa, intanto con la presentazione del certificato che la attesta, e poi di volta in volta con certificati medici che indichino la crocetta sulla “grave patologia” e indichino altresì il ricorso alle terapie salvavita.

Da come avete posto il quesito, è valido solo il primo giorno il cui certificato riporta “patologia grave che richiede terapia salvavita.”

 

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