Pensione per vecchiaia dal 1 settembre 2017

Giovanna  – Buona sera, sono nata nel marzo 1952, ho raggiunto complessivamente, anche con riscatti e ricongiunzioni, 44 anni di servizio come docente nella scuola media.  La segreteria della mia scuola mi informa che sarò collocata d’uffico in pensione per vecchiaia dal 1 settembre 2017. Mi è stato fatto leggere che nella Circolare esplicativa del MIUR sul D.M. 941 del 1 dicembre 2016, a pag. 2 e 3 alla fine del secondo paragrafo Nuovi requisiti, l’ultimo capoverso evidenzia “che il limite ordinamentale per il collocamento a riposo d’ufficio (ovvero 65 anni…) non è modificato…”  Ancora a pag. 6 e 7 l’ultimo capoverso del penultimo paragrafo evidenzia nuovamente che l’amministrazione “dovrà obbligatoriamente collocare a riposo il dipendente che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne)”… al compimento dei 65 anni. Pertanto mi si dice che, avendo 65 anni di età e 44 anni di servizio “l’amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro…” L’interpretazione è corretta? Io non ho presentato domanda di pensione al MIUR, devo presentarla all’INPS? Ringrazio e attendo risposta

FP – Gentile Giovanna,

in merito alla sua richiesta, in premessa le segnalo quanto previsto dalla circolare MIUR prot. 38646 del 7/12/17:

“Il comma 5 dell’articolo 1, come modificato in sede di conversione, del decreto legge n. 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma 11, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile solo fino al 31 dicembre 2014.

Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata, esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi:

– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di coloro che abbiano maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;

– al compimento, entro il 31 agosto 2017, dell’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne o 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.

Laddove l’amministrazione non si avvalga della facoltà di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro, dovrà obbligatoriamente collocare a riposo il dipendente, che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne, e 42 anni e 10 mesi per gli uomini), al compimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio, ossia a 65 anni, come previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 101/2013.”

Pertanto il pensionamento coatto per raggiunti limiti di servizio, può avvenire quando, oltre al raggiungimento dell’anzianità di servizio entro il 31/8, si è difronte a posti in esubero o quando (l’Amministrazione è obbligata) si è raggiunto il limite ordinamentale per la permanenze in sevizio ovvero 65 anni.

Ad avviso dello scrivente, il caso specifico soddisfa le condizioni per un pensionamento coatto e pertanto dovrà presentare domanda di pensione – in modo telematico – all’Inps.

 

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