Legge 104/92: Definizione di handicap. 3 giorni di permesso ed esclusione graduatoria interna.

Segreteria – Desideravo avere alcuni chiarimenti  relativi alla legge 104/92 : -una docente  convivente con un genitore ultra ottantenne con  art.3 comma 1 legge 104/92 ed un’invalidità al 100%  puo’  avere concessi i tre giorni mensili per assistenza al genitore ? -la stessa docente potrà essere esclusa dalla graduatoria di Istituto?  – LA STESSA SITUAZIONE  CON UNA DOCENTE CON IL MARITO DISABILE ALLE STESSE CONDIZIONI. GRAZIE PER LA CONSULENZA ASPETTO RISPOSTA.

Paolo Pizzo – Gentile segreteria,

la risposta è negativa per entrambe le situazioni.

Le definizioni di handicap sono sostanzialmente 3:

  • 3 comma 1 legge 104/92: Persona con handicap a cui non è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale comma “E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.”

  • 3 comma 3 legge 104/92: Persona con handicap a cui è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale comma “Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.”

  • 21: Persona con handicap superiore ai due terzi a cui non è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale art ” La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.”

Queste le agevolazioni:

l’art. 33 della stessa legge afferma:

  1. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità […]
  2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.
  3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità […]ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa […].

Il comma 6 recita: “La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.”

Dalla normativa sopra riportata è chiaro che le agevolazioni e quindi i 3 gg. di permesso spettano esclusivamente in caso di riconoscimento dell’handicap con connotazione di gravità e indipendentemente da qualsiasi grado di invalidità.

Giova infatti ricordare che non bisogna confondere il certificato di invalidità con quello della legge 104/92. Quello della invalidità civile è infatti un certificato diverso da quello della legge 104/92 a cui fanno anche riferimento agevolazioni diverse (e la condizione di handicap grave non è necessariamente correlata all’invalidità).

I certificati di cui è in possesso il genitore e il coniuge delle rispettive docenti non sono sufficienti per accedere alle agevolazione di cui all’art. 33 della legge 104/92 e né per l‘esclusione dalla graduatoria di istituto.

 

 

 

 

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