Non sarà possibile esprimere il codice della propria scuola di attuale servizio

Francesca –  sono una docente neoassunta nell’anno sc. 2016-2017: Sono stata individuata, con provvedimento dell’Ufficio scolastico regionale (non ho avuto la chiamata diretta del preside), quale destinataria di contratto di lavoro a tempo indeterminato, in quanto inserita nelle graduatorie di merito del concorso indetto con D.D.G. n° 106 del 23/2/2016,  IN QUALITA’ DI DOCENTE DI RUOLO IN PROVA (sto facendo infatti l’anno di prova..), per n° 18 ore settimanali di Tecnologia nella sc. sec. di I grado. Sono  ASSEGNATA ALL’AMBITO  TOS0000002 e sono DESTINATARIA DI SEDE DI SERVIZIO PER INCARICO TRIENNALE in un Istituto Comp. della mia città.  Mi hanno spiegato che mi conviene fare la domanda di mobilità per poter passare da ambito a scuola, ma mi hanno detto che non posso mettere tra le 5 scuole, la mia attuale scuola servizio.  Chiedo se questo è vero e come devo fare visto che io voglio restare nella mia attuale sede poiché è nella mia città di residenza.  Mi sembra un controsenso: la sede non è la mia, perché sono docente in prova ed assegnata all’ambito, ma poi nella domanda di trasferimento non posso metterla perché è la mia attuale sede. Possibile? Capisco che sono un caso particolare perché ho la sede di servizio nella mia città, ma in questo modo sono penalizzata. Grazie per ogni indicazione che potrà darmi. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Francesca,

purtroppo è vero.

Dico purtroppo perché trovo anche io paradossale che il docente assegnato alla scuola e proveniente dall’ambito non possa esprimere la scuola come codice analitico al fine di ottenere la relativa titolarità.

Il sistema non te lo permetterà perché con la questione dell’organico unico ti “vedrà” già titolare su tutta la scuola e quindi il codice dell’istituto sarà “non esprimibile”, nonostante tu sia un’incaricata triennale con titolarità di ambito.

L’unica possibilità sarà quella di optare per il trasferimento su altra tipologia di posto (per esempio da posto comune a sostegno) o per la mobilità professionale (passaggi di cattedra o di ruolo).