Il dottorato di ricerca è valutato nell’anzianità di servizio.

Alessia – Buonasera, a partire da quest’anno, ho un contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica. Di recente, mi è stato proposto da un docente universitario di fare il dottorato con lui. Si tratta, quindi, di chiedere un’aspettativa retribuita di 3 anni. Leggo informazioni poco chiare, però, sulle quali chiedo dunque un’informazione: il dottorato e la conseguente aspettativa portano ad un punteggio ma il servizio in quei tre anni viene conteggiato? Chiedo, inoltre, un’altra informazione: il dottorato è stato proposto anche ad una collega a tempo determinato, nel suo caso l’aspettativa come funziona? Sarà retribuita? Grazie anticipatamente per la risposta. Un saluto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Alessia,

la C.M. n. 120 /2002, richiamata nella C.M. 15/2011, ha precisato che: la concessione del congedo straordinario per dottorato di ricerca non è subordinata all’effettuazione dell’anno di prova; la richiesta di congedo non è commisurata a mesi o ad un anno, ma all‘intera durata del Dottorato; il dipendente pubblico che cessa o viene escluso dal dottorato ha il dovere di riassumere immediatamente servizio presso la sede di titolarità.

Il congedo è retribuito (solo per il personale a tempo indeterminato) quando il dottorato è senza borsa di studio.

Il periodo di congedo è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza; invece detto periodo non risulta utile ai fini del TFR (cfr. anche Circolare Inpdap n. 11 del 12 marzo 2001) né ai fini della maturazione delle ferie.

Ai sensi della tabella di valutazione titoli del CCNI mobilità il personale docente di ruolo che abbia frequentato, ai sensi della legge 476/84 i corsi di dottorato di ricerca e al personale docente di ruolo assegnatario di borse di studio da parte di amministrazioni statali, enti pubblici, di stati o enti stranieri, di organismi o enti internazionali, è riconosciuto il periodo di durata del corso o della borsa di studio come effettivo servizio di ruolo e quindi valutato ai fini del trasferimento a domanda e d’ufficio.

Non è però utile ai fini della continuità del servizio.

Per il personale a tempo determinato il periodo trascorso in dottorato in costanza di nomina è utile ai fini del punteggio per le relative graduatorie.