Mobilità e organico: i movimenti vengono disposti sull’organico dell’autonomia, il docente non può scegliere diritto o potenziamento

Barbara – Ho appena letto il comunicato relativo alla firma del contratto di mobilità 2017-18 ed ho letto la FAQ informativa sulle differenze rispetto agli altri anni. Mi sono rimasti comunque alcuni dubbi: sono entrata in ruolo da concorso alla scuola Secondaria di I grado nel 2008/09 dopo un anno di pre-ruolo e dopo alcuni trasferimenti e assegnazioni provvisorie ho ottenuto la titolarità di cattedra e la sede definitiva nel mio comune di residenza da 4 anni.

Dato che intendo chiedere il trasferimento da sede definitiva, c’è il rischio di perdere la titolarità e di essere spostata dall’organico di fatto/diritto al Potenziamento? I due organici sono ancora uniti? Ho visto che chiedendo le 5 scuole si otterrà la titolarità su scuola, ma ciò prevede l’indifferenza tra organico di diritto/fatto e potenziamento? L’anno scorso alcuni docenti sono passati dall’organico di diritto al potenziamento contro la loro volontà: è possibile specificare di volere assolutamente la titolarità di cattedra e non il potenziamento? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Barbara,

la mobilità per il prossimo anno scolastico viene disposta sui posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia , senza distinzioni tra organico di diritto o organico di potenziamento.

Il docente che partecipa alla mobilità, quindi, non avrà la possibilità, nella domanda di trasferimento, di specificare se desidera essere trasferito su una cattedra di diritto o di potenziamento e non avrà, conseguentemente,  la possibilità di escludere quest’ultimo.

L’assegnazione delle cattedre, infatti, è competenza del Dirigente scolastico, sentito il parere del Collegio Docenti, del Consiglio di Istituto, e tenuto conto dei criteri stabiliti in sede di contrattazione con la RSU