Graduatoria interna di istituto e docenti in coda: criteri e regole sono stabilite dal contratto sulla mobilità

Mario – Tutti affermano che gli ultimi arrivati nella scuola vengono posizionati in coda nella graduatoria interna ma questo criterio è disciplinato dal contratto? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissimo Mario,

la risposta al tuo quesito è affermativa.

La predisposizione della graduatoria interna di istituto, che interessa sia i docenti titolari nella scuola che i docenti con incarico triennale e titolarità nell’ambito, non può essere a discrezione del Dirigente scolastico, ma deve avere una regolamentazione valida a livello nazionale per tutte le istituzioni scolastiche di qualsiasi ordine o grado.

I criteri vengono, infatti, indicati nel CCNI dove, nell’art.19 comma 7 per la scuola dell’Infanzia e Primaria e nell’art.21 comma 11 per la scuola Secondaria I e II grado,  si chiarisce bene quanto segue:

Per le situazioni di soprannumero relative all’organico dell’autonomia determinato per l’anno scolastico in cui sono disposti i trasferimenti, nel caso di concorrenza tra più insegnanti gli insegnanti medesimi sono da considerare in soprannumero, ai fini del trasferimento d’ufficio, nel seguente ordine:

1- docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entrati a far parte dell’organico dell’autonomia o delle singole sedi di organico dei centri territoriali riorganizzati nei centri provinciali per l’istruzione degli adulti ai sensi di quanto disposto dal D.P.R. 29 ottobre 2012 n. 263 con decorrenza dal precedente primo settembre per mobilità a domanda volontaria o per conferimento di incarico triennale ;

2- docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entrati a far parte dell’organico dell’autonomia o delle singole sedi di organico dei centri territoriali riorganizzati nei centri provinciali per l’istruzione degli adulti ai sensi di quanto disposto dal D.P.R. 29 ottobre 2012 n. 263dagli anni scolastici precedenti quello di cui al punto sopra, ovvero dal precedente primo settembre per mobilità d’ufficio o a domanda condizionata  ancorché soddisfatti in una delle preferenze espresse.

Nessuna discrezionalità della scuola, quindi, ma regole chiare stabilite a livello contrattuale

 

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