Aspettativa per motivi personali e durata

Elena – Buon giorno, insegno nella scuola secondaria superiore con contratto a tempo indeterminato. Per motivi personali dovrei chiedere un’aspettativa non retribuita di un anno. Vorrei sapere se, dopo la conclusione di tale periodo, potrei fruire di ulteriori proroghe o sia necessario rientrare in servizio e se per “servizio attivo” si debba intendere quello prestato fino al termine dell’attività didattica o siano in tale senso conteggiabili anche i mesi di luglio ed agosto. Ringraziando fin d’ora per le indicazioni che mi potrete fornire, saluti cordiali.Paolo Pizzo – Gentilissima Elena,

L’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita per periodi spezzettati o frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi). Il quinquennio da prendere in considerazione è quello che verrà a scadere nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto.

I periodi di aspettativa intervallati da periodi di servizio attivo (non possono essere valutati servizio attivo né il congedo ordinario né quello straordinario) non superiori a sei mesi si sommano ai fini del raggiungimento del limite di un anno come se fossero continuativi, mentre se il servizio attivo è superiore a sei mesi il computo del limite massimo riprende dall’inizio.

Per motivi particolarmente gravi è prevista la proroga eccezionale dell’aspettativa di durata non superiore a sei mesi.

Ovviamente in quest’ultimo caso devi nuovamente fare richiesta motivata al dirigente scolastico.

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