Esclusione graduatoria interna e assistenza al genitore. Chiarimenti

Antonella  – Avrei bisogno di un chiarimento da parte vostra. Insegno in un istituto Comprensivo di Catania e usufruisco da sei anni della legge 104 (art 3 comma 3) per l’assistenza di mia madre. Fino ad ora ho usufruito sia dell’esclusione dalla graduatoria, sia dei tre giorni di esenzione dal servizio. Nella nuova graduatoria però la 104 non è stata valutata, quindi sono stata inserita in graduatoria. Ho chiesto il motivo e mi è stato detto che non posso usufruire dei vantaggi della 104 in quanto non sono residente con mia madre. Domanda: è una novità? Hanno sbagliato in questi sei anni? Sbagliano ora? In questo caso, potreste darmi i riferimenti normativi? Non faccio in tempo a fare ricorso, ma questo non è un grosso problema, in quanto comunque sono quarta in graduatoria. Però vorrei avere le idee chiare a settembre, quando presenterò di nuovo la documentazione per avere la possibilità di usufruire dei tre giorni di esenzione. Grazie per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Antonella,

l’art 13 comma II del CCNI dispone l’esclusione della graduatoria interna del docente che assiste il genitore con le medesime condizioni del punto IV dello stesso articolo comma 1, ovvero alle stesse condizioni della precedenza nel trasferimento.

Il docente ai sensi di tale punto IV ha diritto alla precedenza in presenza di alcune condizioni tra le quali:

a) documentata impossibilità del coniuge del disabile di provvedere all’assistenza per motivi oggettivi;
b) impossibilità, da parte di ciascun figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico.

Pertanto nel caso in cui il coniuge del disabile (ovvero l’altro genitore) sia presente, bisogna che indichi attraverso una autodichiarazione o certificazione (se è affetto per esempio da patologie invalidanti) le ragioni per cui non può prestare assistenza al disabile.

Le stesse dichiarazioni devono essere presentate da eventuali altri fratelli o sorelle (altri figli del disabile), sempre se presenti.

Si precisa poi che l’autodichiarazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l’unico figlio convivente con il genitore disabile. Tale situazione di convivenza deve essere documentata dall’interessato con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e successive modifiche ed integrazioni.

Pertanto, appare evidente che il non risiedere con il disabile non è il requisito per poter fruire del beneficio, ma solo quello per non dover presentare le autodichiarazioni degli altri familiari.

In conclusione se il figlio che assiste il genitore è l’unico figlio che convive con quest’ultimo, allora non deve presentare l’autodichiarazione di eventuali fratelli o sorelle; se invece non convive con il genitore oppure vi convive ma non è l’unico figlio convivente, allora la dovrà presentare.

La convivenza con il disabile, infatti, dà solo precedenza al figlio, rispetto ad altri fratelli o sorelle non conviventi, di occuparsi del genitore ma non è condizione essenziale per poter fruire di una eventuale precedenza nelle operazioni di mobilità

Nel tuo caso quindi la segreteria ha sbagliato se ha preso in considerazione la convivenza col disabile come requisito indispensabile per poter essere esclusi dalla graduatoria; dall’altra parte ti devi attenere al disposto normativo e presentare le dichiarazioni di non assistenza di tua madre e dei tuoi fratelli (conviventi e non) se presenti.

Do ovviamente per scontato una altro vincolo cioè quello che la tua scuola sia situata nel comune di residenza di tua madre.

 

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