Trasferimento in un Istituto Comprensivo: l’attribuzione del plesso è disposta dal Dirigente scolastico secondo i criteri definiti dalla contrattazione di istituto

Paola – Ho ottenuto il trasferimento in un Istituto Comprensivo che comprende sedi localizzate in diversi paesi. La sede lasciata libera dal pensionamento è una cattedra in una sola sede dell’istituto che mi interessava per vicinanza e per qualità della scuola. Adesso il Dirigente vorrebbe consentire ad un docente interno (che non è riuscito a trasferirsi per punteggio inferiore al mio)  di passare sul posto lasciato libero dal pensionamento e dare a me invece altra destinazione collocandomi su due diversi comuni? E’ possibile?

Nella domanda di trasferimento io non avevo accettato trasferimento su scuole di diversi comuni, adesso mi verranno assegnate scuole su due comuni diversi perché lo spostamento interno del docente andrebbe ad occupare la sede lasciata libera dal pensionamento e per la quale io avevo fatto domanda! Posso tutelarmi in qualche modo? E’ possibile che il Dirigente possa interrompere la continuità didattica in due sedi? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Paola,

il trasferimento ottenuto non è nella singola sede che ti interessa, ma nell’Istituto Comprensivo nella sua interezza dove il prossimo anno scolastico risulterai titolare.

L’IC di cui parli comprende plessi ubicati in diversi comuni e le cattedre costitute con il contributo orario di più plessi vengono considerate sempre cattedre interne in quanto riguardano sempre l’organico unico dell’IC.

L’attribuzione dei plessi è disposta dal Dirigente scolastico che dovrebbe seguire precisi criteri stabiliti in sede di contrattazione integrativa di istituto con la RSU.

Il trasferimento ottenuto, quindi, non può rappresentare per te garanzia e diritto per ottenere la cattedra liberata in seguito a un pensionamento, cattedra che potrebbe essere assegnata anche ad altro docente titolare nell’Istituto.

Sarebbe utile, quindi, vedere cosa è stato stabilito in merito in sede di contrattazione di istituto il cui ruolo, come stabilisce l’art.3 comma 7 del CCNI sulla Mobilità 2017/18, riveste una funzione molto importante:

“In applicazione dell’art 1 comma 5 della legge 107/15 che prevede: ’al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa’, per l’anno scolastico 2017/18, ferme restando le prerogative dei Dirigenti scolastici e degli organi collegiali relative all’assegnazione dei docenti alle classi e alle attività, i posti di un’autonomia scolastica situati in sedi ubicate in comuni diversi rispetto a quello sede di organico sono assegnati, nel limite delle disponibilità destinate ai movimenti, secondo le modalità e i criteri definiti dalla contrattazione di istituto. La contrattazione dovrà concludersi in tempi utili per il regolare avvio dell’anno scolastico all’1/9/2017. Sono comunque salvaguardate le precedenze di cui al successivo articolo 13”

 

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