Graduatoria interna di istituto. Differenza fra art 21 e art 33 comma 6 legge 104/92

Grazia – Gentile redazione, mi sono solitamente occupata, essendo nella commissione per la valutazione dei titoli, delle graduatorie interne, ma pongo cortesemente un quesito: da quale norma si evince che anche solo l’art. 3 comma 1 dà diritto all’esclusione da graduatoria? Finora tale diritto è stato acconsentito solo ai beneficiari della legge 104 art. 3 comma 3.

Paolo Pizzo – Gentilissima Grazia,

nel punto III dell’art 13/1 ci sono due categorie di disabili che sono esclusi dalla graduatoria interna di istituto:

  1. disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648
  2. personale appartenente alle categorie previste dal comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601, del D.L.vo n. 297/94.

Per la prima categoria è previsto che “Per le persone disabili che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 è necessario che risulti chiaramente, anche in certificazioni distinte, la situazione di disabilità e il grado di invalidità civile superiore ai due terzi o le minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A) annessa alla legge 10.8.50, n. 648, riconosciute al medesimo.”

Per la seconda categoria invece: “per le persone disabili maggiorenni di cui all’art. 33, comma 6 della legge n. 104/92: nelle predette certificazioni deve risultare la situazione di gravità della disabilità”.

Come vedi c’è una differenza di non poco conto: per i primi, non è indicato che la disabilità debba essere “grave”, purché “accompagnata” da un’invalidità superiore ai 2/3. Quindi disabilità e invalidità quest’ultima superiore ai 2/3.

Per i secondi, invece, è espressamente indicato che la disabilità deve avere il carattere della gravità.

Ciò è infatti conforme con quanto prescritto dalla legge 104/92 laddove prevede:

per art 21 al comma 1:

“Precedenza nell’assegnazione di sede

La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella a annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.”

Mentre l’art 33 comma 6 stessa legge:

La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

In conclusione:

chi è persona disabile e ha anche una invalidità di almeno i 2/3 (le due condizioni devono necessariamente coesistere) è escluso dalla graduatoria di istituto anche se la disabilità è senza la condizione di gravità.

Mentre chi è disabile in condizione di gravità è altresì escluso dalla graduatoria interna ma può non avere la certificazione di invalidità. In questo caso quindi “basta” la condizione di gravità della disabilità.

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