Indennità di maternità entro i 60 gg. dal termine dell’ultimo contratto

Marta   – Buongiorno, vi scrivo in quanto la mia situazione sembra anomala a chiunque e nessuno fino ad ora mi ha dato una risposta certa è definitiva. Il mio contratto come insegnare a scuola è terminato il 15/06 c.a. Sono entrata in interdizione anticipata il 19/07 (quindi entro i 60 gg). Mi chiedo se ho diritto all’indennità di maternità anticipata e poi obbligatoria e se questa deve essere retribuita dall inps o dalla scuola. Vi ringrazio

Paolo Pizzo – Gentilissima Marta,

hai diritto all’indennità fuori nomina per il congedo obbligatorio fino ai tre mesi successivi al parto.

Ciò ai sensi dell’art. 24 commi 1-3 del T.U. 151/01:

“1. L’indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall’articolo 54, comma 3, lettere b) e c), [cessazione dell’attività dell’azienda cui la lavoratrice è addetta; ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine] che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli articoli 16 e 17 [Divieto di adibire al lavoro le donne ed Estensione del divieto].

  1. Le lavoratrici gestanti che si trovino, all’inizio del periodo di congedo di maternità, sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, ovvero, disoccupate, sono ammesse al godimento dell’indennità giornaliera di maternità purché tra l’inizio della sospensione, dell’assenza o della disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di sessanta giorni.
  2. Ai fini del computo dei predetti sessanta giorni, non si tiene conto delle assenze dovute a malattia o ad infortunio sul lavoro, accertate e riconosciute dagli enti gestori delle relative assicurazioni sociali, né del periodo di congedo parentale o di congedo per la malattia del figlio fruito per una precedente maternità, nè del periodo di assenza fruito per accudire minori in affidamento, né del periodo di mancata prestazione lavorativa prevista dal contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale” [Ai sensi della Corte Costituzionale si computano i casi di assenza dal lavoro a titolo di aspettativa, congedo o permesso senza retribuzione ove siano giustificate dai motivi di famiglia o da altra ragione personale].

Pertanto, il personale docente, educativo o ATA che si trovi, all’inizio del periodo di congedo per maternità (interdizione/obbligatoria), sospeso, assente dal lavoro senza retribuzione ovvero disoccupato, è ammesso al godimento dell’indennità giornaliera di maternità, purché tra l’inizio della sospensione, assenza o disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di 60 giorni.

In  conclusione,  se il termine del contratto  di  un  supplente  avviene  durante il periodo  del  congedo o tale  periodo di congedo avviene dopo il termine del contratto, ma entro 60 giorni, l’indennità di maternità è nella misura pari all’80% dell’ultima retribuzione percepita o, comunque, di quella che sarebbe spettata nel mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione o l’interdizione, salvo che non venga stipulato, anche con un’altra scuola, un nuovo contratto per supplenza (in questo caso l’indennità  ritorna  ad  avere  natura  retributiva  e  corrisposta  al  100%,  con  relativo riconoscimento del punteggio, dei contribuiti e del servizio).

La pratica dell’indennità fuori nomina, così come quella percepita durante la nomina,  è sempre a carico della scuola (l’ultima in cui il personale ha prestato servizio) e non dell’INPS/INPDAP.

È quindi all’ultima scuola di servizio a cui dovrai rivolgerti e inviare la certificazione.

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