Congedo biennale per suocera. Chiarimenti

Loretta – Convivo insieme a mio marito e mia suocera che è in situazione di Handicap comma 3, della legge 5 febbraio 1992 , n. 104. Mio marito è un medico parasubordinato in un’altra provincia e spesso ha i turni notturni e diurni, quindi fisicamente non è a casa per poter assistere mia suocera. il decreto legislativo 151 /2011 art. 4 parla di mancanza, decesso o gravi patologie invalidanti.  Posso usufruire io  del congedo biennale per mia suocera considerato che mio marito non può assisterla in quanto manca da casa per giorni? Che  tipo di  dichiarazione deve fare mio marito?  Vi ringrazio in anticipo e porgo distinti saluti Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Loretta,

la risposta è negativa.

È stato più volte chiarito che l’ordine di parentale stabilito dalla legge ai fini della concessione del congedo non è derogabile:

Il congedo è concesso solo se si è conviventi col familiare disabile (requisito non richiesto per i genitori che assistono il figlio disabile) e in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, secondo il seguente ordine di priorità:

  1.  il “coniuge convivente” / la “parte dell’unione civile convivente” della persona disabile in situazione di gravità.
  2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del “coniuge convivente”/della “parte dell’unione civile convivente”;
  3. uno dei “figli conviventi” della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il “coniuge convivente”/ la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  4. uno dei “fratelli o sorelle conviventi” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori” ed i “figli conviventi” del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. un “parente o affine entro il terzo grado convivente” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Rientreresti nel punto 5 solo in caso di “mancanza” o di patologie invalidanti di tuo marito, fermo restante che però nella stessa condizione dovrebbero essere eventuali fratelli o sorelle di tua suocera.

Per “mancanza” è stato chiarito che si intende principalmente celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto, e in più i casi di divorzio, separazione legale o abbandono.

È stato altresì chiarito che non è possibile accogliere dichiarazioni di rinuncia alla fruizione al fine di far “scattare” la legittimazione del soggetto successivo, né dare rilievo a situazioni di fatto o di diritto che non siano state esplicitamente considerate nella norma (come, ad esempio, la circostanza che il coniuge convivente sia lavoratore autonomo o imprenditore).

Stando così le cose non potrai fruire del congedo.

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