Documentazione permessi 104/92 e richieste (illegittime) della scuola. Chiarimenti.

Docente – Salve sono un’insegnante a tempo indeterminato di scuola primaria. Ho già usufruito lo scorso anno dei permessi di tre gg riconosciuti dalla L. 104/92 art.33 comma 3 per mio padre. Quest’anno sono in utilizzazione presso un’altra scuola. In segreteria mi hanno detto che per usufruire dei permessi anche quest’anno devo compilare una nuova domanda indirizzata al Preside della nuova scuola. Nel prestampato della domanda mi si richiedono, tra l’altro, alcune dichiarazioni : “la sottoscritta assiste con continuità ed in via esclusiva il familiare disabile” ;” dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del soggetto disabile con l’indicazione della persona da cui intende essere assistita”. Inoltre la segretaria mi informa che ognuno dei miei due fratelli (che non fruiscono dei 3gg di permesso) deve rilasciare una dichiarazione firmata nella quale si attesta che sono impossibilitati ad assistere mio padre. Vi risulta che queste richieste siano conformi alla normativa vigente in materia? Vi ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

la scuola è rimasta un po’ indietro con la normativa e nello stesso tempo pretende delle cose che non sono neanche previste dalla stessa norma.

Per il primo punto la Funzione Pubblica con circolare 6 dicembre 2010, n. 13 ha avuto modo di precisare che l’art 24  della legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24., nell’innovare la disciplina sulla legittimazione a fruire i permessi, non ha menzionato i requisiti della continuità e dell’esclusività dell’assistenza che quindi non sono più esplicitamente previsti dalle disposizioni in materia. La legge ha però espressamente stabilito che il diritto alla fruizione dei permessi “non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità.”. Con tale prescrizione è stato perciò ripreso in parte e tipizzato il concetto di esclusività dell’assistenza, limitandolo alla regola secondo cui i permessi possono essere accordati ad un unico lavoratore per l’assistenza alla stessa persona. In base alla legge, quindi, viene individuato un unico referente per ciascun disabile, trattandosi del soggetto che assume “il ruolo e la connessa responsabilità di porsi quale punto di riferimento della gestione generale dell’intervento, assicurandone il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai bisogni dell’assistito.”

Pertanto, devi solo indicare che sei l’unica che fruisce dei permessi in questione.

Per il secondo punto non esiste supporto normativo per la scuola la quale quindi non può assolutamente pretendere ciò che scrivi nel quesito.

Infatti, è solo nei CCNI dei trasferimenti e delle assegnazioni provvisorie la previsione per cui per fruire della precedenza è necessaria la dichiarazione degli altri familiari nel caso in cui il docente non sia l’unico convivente col disabile. Quindi tale fattispecie è chiaramente indicata nei contratti sottoscritti ogni anno tra OO.SS. e MIUR e riguarda casi specifici, ovvero la mobilità.

Mentre, ai fini della sola fruizione dei 3 gg. al mese per l’assistenza non esiste tale vincolo, né nella legge 104/92 né tanto meno nelle circolari esplicative, anzi è semmai indicato il contrario!

La stessa FP  con parere n. 13/2008 precisa:

“si ritiene che la circostanza che tra i parenti del disabile vi siano altri soggetti che possono prestare assistenza non esclude la fruizione dell’agevolazione da parte del lavoratore se questi non chiedono o fruiscono dei permessi (eventualmente perché non impiegati). In tale ottica si menziona l’orientamento della Corte di Cassazione, sez. lav., nella decisione 20 luglio 2004, n. 13481: ”Si deve concludere che né la lettera, né la ratio della legge escludono il diritto ai permessi retribuiti in caso di presenza in famiglia di persona che possa provvedere all’assistenza”.

Un anno prima si era espressa l’INPS con Circolare INPS 90/2007:

“a nulla rileva che nell’ambito del nucleo familiare della persona con disabilità in situazione di gravità si trovino conviventi familiari non lavoratori idonei a fornire l’aiuto necessario; la persona con disabilità in situazione di gravità  può liberamente effettuare la scelta su chi, all’interno della stessa famiglia, debba prestare l’assistenza prevista dai termini di legge”.

Pertanto, ai fini della fruizione dei permessi, nel momento in cui dichiari che sei l’unica che fruisce dell’assistenza e quindi dei permessi, assumendoti la responsabilità delle dichiarazioni, escludi automaticamente gli altri familiari i quali non devono assolutamente dichiarare o dimostrare alcunché.

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