Il “cumulo” non è da confondersi con l’istituto del ricongiungimento dei servizi ai sensi della L. 29/1979

Assistente Amm.va – a seguito di domanda di ricongiunzione art. 2 L.29/79 (lavoro presso privati, disoccupazione,contributi volontari, maternità, supplenze) presentata nel 2002, mi è stata riconosciuta dall’INPS nel settembre 2014 la ricongiunzione di anni 11 ecc. ai fini del diritto e anni 11 ecc. ai fini della misura del trattamento di quiescenza, cui corrisponde un onere di €. 7.927, 86 per cui sto provvedendo ratealmente e terminerò nel 2023. Una collega ha sentito che ora la ricongiunzione è GRATUITA.  Anche lei ha lavorato sia presso privati che presso il Comune, la Pretura, con periodi di disoccupazione e supplenze varie. E’ vero quanto le hanno detto che ora  la ricongiunzione non è più onerosa? e per chi sta pagando? In attesa di cortese riscontro, la saluto cordialmente. grazie 1000.

FP – Gentile Assistente Amm.va,

in merito alla sua richiesta le segnalo che il “cumulo” non è da confondersi con l’istituto del ricongiungimento dei servizi ai sensi della L. 29/1979.

Il “cumulo” dei periodi assicurativi non coincidenti, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2013, e consente di mettere insieme gratuitamente tutti i periodi assicurativi. Questa opzione permette di avere un’unica pensione tenuto conto dei diversi contributi versati presso più forme previdenziali obbligatorie.

Il “cumulo” può essere utilizzato per ottenere la pensione di vecchiaia, inabilità, indiretta ai superstiti o – novità del 2017 (prevista dalla Legge di Bilancio 2017) – per ottenere anche la pensione anticipata.

 

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