Interruzione di gravidanza e calcolo della malattia. Chiarimenti

DarioMia moglie ha una supplenza come c.s “nomina su avente diritto” era in gravidanza ma una settimana fa si purtroppo ha dovuto avuto un aborto, con intervento chirurgico Quale è Il periodo che può usufruire di malattia? -va considerata malattia normale…quindi 30 GG ? -oppure come ha specificato  l’INAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, ha riconosciuto che le assenze per interruzione di gravidanza avvenuta entro il 180° giorno dall’inizio della gestazione, non si cumulano con precedenti o successivi periodi di malattia e che non sono quindi computabili nel periodo massimo previsto dalla normativa contrattuale per la conservazione del posto di lavoro (c.d. periodo di comporto).

Paolo Pizzo – Gentilissimo Dario,

le assenze per interruzione di gravidanza non si cumulano con precedenti o successivi periodi di malattia e non sono quindi computabili nel periodo massimo previsto dalla normativa contrattuale per la conservazione del posto di lavoro (art. 17/1 del CCNL/2007 per il personale assunto a tempo indeterminato; art. 19 commi 3 e 10 per il personale assunto a tempo determinato).

Sono di questo avviso l’INAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che con nota del 19 agosto 2008, di risposta all’interpello n. 32 del 19 agosto 2008 del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che l’articolo 12 del D.P.R. n. 1026/1976 considera l’interruzione di gravidanza prima del 180° giorno come aborto e non come parto; qualificandosi dunque, come “malattia determinata da gravidanza”, ad essa si applicherà la tutela prevista dall’articolo 20 del D.P.R. n. 1026/1976, secondo cui tale assenza non rientra nel periodo di comporto.

Nello stesso interpello, il Ministero del Lavoro afferma che ai fini della prova della morbosità determinata da gravidanza non è necessaria la produzione di un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale, ma basta un certificato rilasciato da un medico di base convenzionato.

Dunque, ai fini della giustificazione dell’assenza, basta farsi certificare, anche dal medico di base, la “malattia determinata da gravidanza”.

In questo caso i relativi giorni di “malattia” non saranno computabili nel periodo massimo previsto dal CCNL/2007, sopra richiamato, per la conservazione del posto di lavoro.

 

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