Riduzione oraria per allattamento e docente di sostegno. Chiarimenti

Silvia – Buongiorno sono un’insegnante di sostegno nella scuola secondaria di I grado e ho un bimbo di 5 mesi. Sono rientrata a lavoro già da settembre e ho richiesto la riduzione di orario per allattamento. Premetto che ho 18 ore su un caso di autismo. È arrivata la supplente pretendendo di poter accorpare le 5 ore di allattamento in 2 giorni. So che non si può fare ma lei insiste perché viene da lontano e per un’ora al giorno sarebbe troppo economicamente. Cosa posso fare? Grazie mille.

Paolo Pizzo – Gentilissima Silvia,

è utile una premessa.

La richiesta dell’ insegnante,  anche se di sostegno e su unico allievo in disabilità, che chiede di fruire dei  permessi /riposi previsti dalle norme a tutela della maternità, presuppone che per un lungo periodo le 5 o 6 ore settimanali scoperte siano da assegnare a un supplente.

Questo per due ordini di motivi:

  1. da un lato, la richiesta dell’insegnante (anche se di sostegno e su un unico allievo) non può essere negata. Pertanto, ai fini della concessione dei riposi rileva solo ed unicamente la dimostrazione dell’insegnante dell’esistenza del bambino. La non concessione dei permessi si configurerebbe come inosservanza nell’applicazione delle norme a tutela della maternità e della paternità;
  2. dall’altra, l’allievo in disabilità non può, per “esigenze dell’amministrazione” o altri motivi, non avere l’insegnante di sostegno per le ore di riduzione che si verranno a determinare.

Pertanto, nel caso di specie non si ritiene possibile applicare il Telex MPI del 22 febbraio 1985 prot. 278, che specifica che la riduzione si realizza togliendo all’insegnante in allattamento una o più classi, evitando in tal modo che in una stessa classe prestino servizio due insegnanti nell’arco della settimana.

Il telex in questione, infatti, nel salvaguardare l’unicità di insegnamento non fa comunque venire meno il diritto degli allievi ad avere degli insegnanti per tutte le ore di insegnamento della disciplina.

Andranno quindi tutelati sia i diritti dell’insegnante di sostegno che quelli dell’allievo in disabilità.

Non si potrebbe infatti giustificare una riduzione delle ore di sostegno (es. da 18 a 13) solo perché bisogna salvaguardare il diritto dell’insegnante di sostegno a fruire dei riposi.

In conclusione, ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 26/03/2001 n. 151 relativo ai riposi settimanali della madre nel primo anno di vita del bambino, il permesso dell’insegnante di sostengo sarà subordinato esclusivamente al suo orario giornaliero e le ore di riposo dovranno essere così ripartite:

  • se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo è di 2 ore;
  • se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Detto questo, a  mio avviso è possibile tutelare anche le esigenze della supplente.

Infatti sulle ore di riduzione che si verranno a determinare si potrà tranquillamente stabilire anche un accorpamento delle stesse, così come richiesto dalla supplente, proprio perché il caso è a sé e non c’è alcun problema rispetto all’unicità di insegnamento di cui sopra.

Sostanzialmente vi potete gestire l’orario venendo incontro anche ai bisogni della collega  e garantendo comunque tutte e 18 ore all’allievo in disabilità.

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