Congedo biennale per parenti e affini. Chiarimenti

Scuola – Una docente chiede alla nostra Direzione, in data 11/10/2017, un congedo biennale legge 104 per assistenza della nonna del marito. Dichiara che la signora è inserita nel proprio stato di famiglia. Chiediamo se ne ha diritto in quanto parente affine (di che tipo?) visto anche che la precedono il figlio della signora (suocero della docente) ed il nipote (marito della docente) e nessuno di essi ha preclusioni di sorta. Facciamo fede ai 60 giorni per fornire una risposta? Restiamo in attesa di un vostro riscontro. Cordiali saluti

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si premette che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 203/2013 del 18 luglio 2013, ha stabilito che “Anche parenti o affini entro il terzo grado conviventi di persone con grave disabilità possono godere di un congedo straordinario, “in caso di mancanza, decesso, o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati” dalla legge, per prendersi cura del disabile”.

I soggetti individuati dalla legge, in ordine  tassativo e  non derogabile, sono:

  1. il “coniuge convivente” / la “parte dell’unione civile convivente” della persona disabile in situazione di gravità.
  2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del “coniuge convivente”/della “parte dell’unione civile convivente”;
  3. uno dei “figli conviventi”della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il “coniuge convivente”/ la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  4. uno dei “fratelli o sorelle conviventi”della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori” ed i “figli conviventi” del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;

In ultimo,

un “parente o affine entro il terzo grado convivente” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Pertanto, la docente pur essendo convivente con la nonna del marito che le è affine di 2° grado, non potrà fruire del congedo per la presenza del figlio del disabile che è individuato dalla legge come beneficiario (in assenza del coniuge e dei genitori del disabile).

Sostanzialmente per fruire del congedo tutti i beneficiari stabiliti dalla legge devono essere deceduti o mancanti o affetti da patologie invalidanti.

Ad oggi, infatti, non è pervenuto nessun chiarimento in merito al fatto che pur essendo presenti i beneficiari indicati dalla legge, questi però non convivono con il disabile per cui il diritto potrebbe passare ad un altro beneficiario convivente, come il caso in questione, anche se indicato in subordine.

La scuola ha 60 giorni di tempo per valutare bene la domanda e la documentazione presentata. Il rifiuto del congedo andrà motivato per iscritto.

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