Partita IVA azienda agricola e utilizzo del voucher. Attività incompatibili? Chiarimenti per la scuola

Scuola – Gentile Redazione, una docente con contratto annuale per 18/18 ore settimanali, chiede di poter aprire una partita IVA per una società agricola a conduzione familiare ed in regime di esenzione fiscale; la dirigente può autorizzarla? Inoltre una sua collega, con contratto a tempo determinato, su una supplenza breve 18/18 ore settimanali, chiede durante il periodo di durata del contratto di poter effettuare una prestazione lavorativa retribuita tramite voucher, è una situazione di incompatibilità? La dirigente può autorizzarla? Distinti saluti

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

per il caso in questione è l’art. 53 del d.lgs. 165/2001che disciplina i casi di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi dei pubblici dipendenti compreso il personale della scuola.

In particolare il comma 1 dispone il divieto di esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro.

Poi ci sono delle eccezioni per il personale in regime di part time.

1° caso.

Nella fattispecie si tratta di docente a tempo pieno  titolare di partita IVA e titolare di una azienda agricola a conduzione familiare.

Nella Circolare n. 6/97 la Funzione Pubblica aveva precisato che la partecipazione in società agricole a conduzione familiare, situazione diffusa in molte realtà territoriali, è attività compatibile solo se l’impegno richiesto è modesto e non abituale o continuato durante l’anno. Spetta all’amministrazione valutare che le modalità di svolgimento sono tali da non interferire sull’attività ordinaria.

Nel 2003, su un caso analogo, il TAR di Potenza, con sentenza 195/2003, ha precisato che l’apertura della partita I.V.A. di per sé non è un elemento che rende incompatibile il suo esercizio, purché la stessa comporti un impegno modesto e non abituale o continuato durante l’anno. Pertanto, detta attività sarà autorizzabile con l’unico limite che la stessa non richieda un impegno assiduo, incompatibile, come tale, con lo svolgimento di un rapporto di pubblico impiego a tempo pieno.

Ciò è peraltro conforme con  il punto 6 della circolare n. 3/97, sempre Funzione Pubblica, in cui si precisa che le attività extraistituzionali sono da considerarsi incompatibili quando oltrepassano i limiti della saltuarietà ed occasionalità.

Pertanto, fermo restando che non vi è una incompatibilità di fondo e assoluta, spetta al DS la valutazione della incompatibilità in questione in base anche ad un colloquio con il dipendente per rendersi conto di quanto tempo potrebbe occupare tale l’attività  e chiarendo ovviamente fin da subito che in nessun modo la stessa potrà essere di intralcio a quella di insegnamento comprese le attività funzionali ad esso.

2° caso

Per il secondo quesito è utile premettere che il Decreto Legge n.25/2017 convertito dalla Legge n.49/2017 ha abrogato il lavoro accessorio.

Pertanto, i voucher acquistati prima del 17 marzo 2017 potranno essere utilizzati entro il 31 dicembre 2017.

A mio parere, quindi, anche in questo caso non essendovi una incompatibilità di fondo bisogna tenere presenti solo i requisiti  della temporaneità ed occasionalità dell’attività che andrà a svolgere la docente e valutare, come il primo caso, se concedere o meno l’autorizzazione

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