Aspettativa per ricongiungimento al coniuge che presta lavoro all’estero. Chiarimenti

Valeria –  Buonasera, il mio coniuge, di nazionalità straniera, lavora all’estero per un ente privato. Essendo passata di ruolo, ho chiesto aspettativa per esperienza lavorativa all’estero ma non quella per l’avvicinamento al coniuge, in quanto l’unione è di fatto avvenuta dopo il passaggio di ruolo. Avrei due quesiti. É possibile cambiare l’aspettativa non retribuita della quale usufruisco attualmente con quella prevista dalla legge Signorello nel caso di coniuge che lavora all’estero. E ancora: quale documentazione è necessario presentarsi e con che tempistica?  Cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Valeria,

La legge 11 febbraio 1980, n. 26 disciplina il collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge sia chiamato a prestare servizio all’estero.

Tutto il personale della scuola, il cui coniuge presti servizio all’estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione.

L’aspettativa può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Può quindi durare per tutto il periodo di servizio all’estero dell’altro coniuge e non ha un limite legale di durata. Il collocamento in aspettativa spetta anche al dipendente il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali. La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova.

Inoltre, dal momento che il periodo di aspettativa è subordinato al tempo in cui il coniuge presti servizio all’estero, tale periodo non deve necessariamente durare per l’intero anno scolastico ma può essere anche frazionato. Tra un periodo e un altro di aspettativa bisogna però riprodurre nuovamente domanda documentata.

Ai fini della concessione della domanda basta anche una autocertificazione in cui specifichi ovviamente i dati di tuo marito e l’Ente privato in cui lavora, ancora meglio, anche se non è espressamente richiesto dalla legge, se alleghi copia del contratto di lavoro.

La legge non detta dei tempi specifici per l’accoglimento della richiesta, per analogia con l’aspettativa per motivi di famiglia si ritiene che non debbano comunque passare 30 gg. dalla richiesta.

Ti ricordo che l’aspettativa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del dipendente in aspettativa. Le esigenze di servizio che ne dovessero impedire il prosieguo, dovranno ovviamente essere motivate e comunicate per iscritto.

L’aspettativa si interrompe altresì se vengono meno i presupposti per cui è stata concessa.

 

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads