L’annodi prova può essere rimandato più volte se si chiedono periodi di aspettativa

Tiziana – docente nelle scuola superiori di II grado, neoassunta in ruolo da concorso. Le scrivo in quanto ho superato un concorso per il conferimento di un assegno di ricerca al CNR, che avrà inizio a Gennaio 2018. Ho presentato dunque richiesta di aspettativa e sospensione dell’anno di prova. Il Preside sostiene però che questo sia l’unico e solo anno in cui possa rimandare l’anno di prova, perché -così mi ha detto- “se non lo fa l’anno prossimo, la licenziano”.  Vorrei chiederle se il Preside ha ragione o meno.  In caso negativo, poiché l’assegno prevede possibilità di rinnovo, le chiedo gentilmente di indicarmi i riferimenti normativi da impugnare per l’eventuale richiesta di proroga dell’aspettativa e se il Preside può rifiutare la mia richiesta.  La ringrazio infinitamente.

 Paolo Pizzo – Gentilissima Tiziana,

non è assolutamente così.

Il Dirigente fa riferimento alla legge 107/2015 il cui art. 1 comma 119 dispone che in caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo è sottoposto ad un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

E che continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con i commi da 115 a 119 del presente articolo, gli articoli da 437 a 440 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

Pertanto esiste una differenza tra “valutazione negativa”, che presuppone quindi che il docente abbia completato il percorso di prova e di formazione, e invece il mancato completamento del percorso stesso dovuto alle assenze.

In quest’ultimo caso la prova è prorogata, appunto, qualora non siano stati prestati almeno 120/180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

Nel tuo caso, quindi, non si tratterà dell’applicazione della legge 107 perché di fatto tu non avrai una valutazione negativa del periodo di prova in quanto non lo porterai a compimento, ma rientri nell’altra ipotesi ovvero di rinvio dell’anno di prova per documentati motivi ovvero per un periodo di aspettativa.

Il dirigente dovrà quindi emanare un decreto di rinvio dell’anno di prova e non di non superamento dello stesso.

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