Chiusura del CPIA per ordinanza del sindaco. Quali docenti devono svolgere attività didattica?

Pietro – A causa delle avverse condizioni meteorologiche ,vento, il sindaco di Termini Imerese ieri con un’ordinanza ha chiuso le scuole del suo comune. I sottoscritti docenti del cpia Palermo 2 operanti nel punto di erogazione del carcere locale dei cavallacci sono stati costretti dalla preside a fare lezione, mentre gli stessi colleghi del secondo livello sono stai esentati dalla loro preside. . Ci puoi dare dei lumi in merito a questo secondo noi abuso di potere? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Pietro,

è utile premettere che a differenza delle altre scuole (es. gli I.C. che non sono CPIA) ogni punto di erogazione del CPIA ha mantenuto il proprio codice meccanografico e non rientra quindi nello stesso codice assegnato al CPIA sede principale ovvero non è un’unica autonomia scolastica come gli altri I.C. della provincia (sono infatti tante autonomie quanti sono i punti CPIA pur esistendo un solo CPIA provinciale).

Detto questo, come segnalato in tante risposte la chiusura della scuola può essere disposta per gravi eventi o eventi particolari ( vento, nevicate, alluvioni, disinfestazioni, elezioni politiche ecc .) o anche solo per interventi di manutenzione straordinaria che precludono al personale e agli allievi l’accesso ai locali, in questo caso il provvedimento di chiusura interessa tutta la comunità scolastica .

Le assenze così determinate, comprese quelle del personale ATA, sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica o di recupero .

Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita:

“L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”.

Inoltre i giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato , in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne, predisposte da Sindaci o Prefetti, e tale chiusura a nostro avviso dev’essere “utile” a qualunque titolo: 180 giorni per l’anno di prova, proroga/conferma di una supplenza ecc.

Ora, se, come esposto nel quesito, il sindaco ha disposto una chiusura totale della scuola nessun docente poteva prestare servizio, di nessun punto di erogazione e indipendentemente dal I o II livello allorché sia però situato nel comune di Termini Imerese. E’ infatti solo in questo comune che opera l’ordinanza.

Se invece esistono più punti di erogazione del suddetto CPIA che si trovano al di fuori del comune in cui le attività sono state sospese per ordinanza sindacale, in questo caso tale provvedimento non è estensibile a tali altri punti e i docenti degli stessi devono in questi prestare la loro normale attività didattica per le ragioni che ho esposto nella premessa.

E non è neanche possibile far prestare attività di insegnamento ai docenti per cui opera l’ordinanza di chiusura in altri punti di erogazione in cui si svolgono le normali attività.

 

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