Congedo biennale per la madre solo se convivente

Docente – Sono un’insegnante residente nelle Marche e ho mia mamma gravemente malata che vive in provincia di Torino. So che con la 104 posso usufruire di tre giorni al mese non cumulabili non sufficienti pero’ ad un significativo aiuto alla mamma.  Volevo chiedere se c’erano altre forme di aiuto, anche parzialmente penalizzanti dal punto di vista economico, per poter dare un’assistenza più’ significativa tenendo conto che sono anche io mamma di due piccole bimbe. Grata per una sua eventuale risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

esiste la possibilità del congedo biennale retribuito (da fruire anche in modo frazionato) utile nell’anzianità di servizio, mentre non è utile alle ferie e alla tredicesima mensilità.

Lo stabilisce il comma 5 del novellato d.lgs. n. 151 del 2001.

Ci sono ovviamente delle precise condizioni.

Innanzitutto il disabile deve avere una situazione di handicap grave e non deve essere rivoerato a tempo pieno presso una struttura specializzata.

Poi, nel tuo caso, devi essere convivente con tua mamma e se tuo padre è in vita (che è il coniuge), ed è convivente, deve avere una patologia invalidante.

L’articolo novellato infatti stabilisce che in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi.

Altrimenti dovrai fruire di una aspettativa per motivi personali e di famiglia da richiedere sempre al dirigente scolastico.

Tale aspettativa, da fruire anche per 12 mesi consecutivi e comunque fino a 30 mesi in un quinquennio, non è retribuita e interrompe l’anzianità di servizio.

ads ads