Supplente e indennità di maternità fuori nomina: spetta anche per i periodi di interdizione per gravi complicanze della gestazione

Marilenasono una supplente in seconda fascia, vi scrivo per avere dei chiarimenti riguardo alla mia situazione. Sono stata convocata per una supplenza con contratto fino al 7 Dicembre 2017 ma essendo che sn in gravidanza ho accettato senza prendere servizio e ho usufruito dell’ interdizione per gravidanza a rischio; il certificato medico e quindi tutta la pratica x l ‘interdizione aveva scadenza il 28 Dicembre 2017, quindi dopo la scadenza del contratto ero coperta dall’indennità fuori nomina. Giorno 29 Dicembre ho continuato a mandare l ‘interdizone xchè il mio sindacato mi ha detto che fino a 3 mesi dopo il parto posso usufruire dell’ indennità fuori nomina anche se non sono più coperta dal contratto. Oggi invece ho ricevuto una chiamata dalla scuola e mi viene detto che non avevo motivo di mandare il certificato in quanto il nostro rapporto si è interrotto il 28 Dicembre! Mi rivolgo a voi facendovi questa domanda: ha ragione la scuola dicendo che l ‘indennità fuori nomina si è interrotta xchè il certificato era valido fino al 28 Dicembre e non prendono in considerazione quello che continua l ‘interdizione?… o ha ragione il mio sindacato dicendo che ho diritto a percepire ancora l ‘indennità e che deve essere la scuola a girare la pratica all ‘ispettorato? Vi prego di aiutarmi e Vi ringrazio anticipatamente. Distinti saluti

Paolo Pizzo – Gentilissima Marilena,

Il Consiglio di Stato con il parere n. 460/2003 ha affermato che:

Nei casi previsti dall’ art. 17, comma 2, lettera a)  del Testo Unico sulla maternità (gravi complicanze della gravidanza), il prolungamento dell’interdizione anticipata e della conseguente indennità economica potrà essere concesso anche in comprovata carenza di un sottostante rapporto di lavoro.

Ai sensi dell’art 24 comma 2 del Testo Unico

Le lavoratrici gestanti che si trovino, all’inizio del periodo di congedo di maternità, sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, ovvero, disoccupate, sono ammesse al godimento dell’indennità giornaliera di maternità purché tra l’inizio della sospensione, dell’assenza o della disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di sessanta giorni.”

Nel congedo di maternità non vi è quindi dubbio che vi rientri (come precisato dal Consiglio di Stato) anche l’interdizione per gravi complicanze (l’art 17 rientra infatti nel capitolo “congedo di maternità” del Testo Unico).

Pertanto, se il termine del contratto di un supplente avviene durante il periodo del congedo (interdizione o obbligatoria) o tale periodo di congedo avviene dopo il termine del contratto, ma entro 60 giorni, l’indennità di maternità è nella misura pari all’80% dell’ultima retribuzione percepita o, comunque, di quella che sarebbe spettata nel mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione o l’interdizione, salvo che non venga stipulato, anche con un’altra scuola, un nuovo contratto per supplenza (in questo caso l’indennità  ritorna  ad  avere  natura  retributiva e corrisposta al 100%, con relativo riconoscimento del punteggio, dei contribuiti e del servizio).

La pratica dell’indennità fuori nomina, così come quella percepita durante la nomina,  è sempre a carico della scuola (l’ultima in cui il personale ha prestato servizio).

 

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