Docente a tempo indeterminato e libera professione: è necessaria l’autorizzazione del Dirigente. Chiarimenti

Giuseppe – Sono docente con contratto a tempo indeterminato di scienze giuridiche ed economiche in istituto superiore ed iscritto all’albo dei dottori commercialisti. Esercito la libera professione di dottore commercialista senza aver mai chiesto l’autorizzazione al dirigente scolastico. Cosa rischio? Come posso sanare tale situazione? Grazie

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

il comma 15 dell’art 508 del T.U. 297/1994 dispone:

Al personale docente è consentito, previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, l’esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all’assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio.

Pertanto, a differenza di altre attività (es. incarichi a convegni o formatore ecc.), l’esercizio della libera professione ha bisogno necessariamente dell’autorizzazione del DS.

Il comma 60 dell’art 1 della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 dispone che al personale è fatto divieto di svolgere qualsiasi altra attività di lavoro subordinato o autonomo tranne che la legge o altra fonte normativa ne prevedano l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione di appartenenza e l’autorizzazione sia stata concessa. La richiesta di autorizzazione inoltrata dal dipendente si intende accolta ove entro trenta giorni dalla presentazione non venga adottato un motivato provvedimento di diniego.

Il comma 61 poi precisa che la violazione del divieto di cui al comma 60, la mancata comunicazione di cui al comma 58, nonché le comunicazioni risultate non veritiere anche a seguito di accertamenti ispettivi dell’amministrazione costituiscono giusta causa di recesso per i rapporti di lavoro disciplinati dai contratti collettivi nazionali di lavoro e costituiscono causa di decadenza dall’impiego per il restante personale, sempreché le prestazioni per le attività di lavoro subordinato o autonomo svolte al di fuori del rapporto di impiego con l’amministrazione di appartenenza non siano rese a titolo gratuito, presso associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio-assistenziale senza scopo di lucro. Le procedure per l’accertamento delle cause di recesso o di decadenza devono svolgersi in contradditorio fra le parti.

Il comma 7 dell’art 53 del 165/01 dispone:

I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. Con riferimento ai professori universitari a tempo pieno, gli statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri e le procedure per il rilascio dell’autorizzazione nei casi previsti dal presente decreto. In caso di inosservanza del divieto, salve le più gravi sanzioni e ferma restando la responsabilità disciplinare, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato, a cura dell’erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell’entrata del bilancio dell’amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.

Richiamata tutta la normativa in materia, ti consiglio di parlare subito col DS.

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