La richiesta del giorno di permesso per motivi personali non è a discrezione del dirigente

Floriana  – Buongiorno, ho un contratto a tempo determinato, fino al 30/06/2018 presso una scuola Superiore con spezzone di 9/18 ore con 2 classi prime ed una quarta. Il prossimo 20 Giugno dovrò recarmi a Londra con la mia famiglia per motivi personali e familiari e volevo chiedere un permesso  non retribuito ai sensi dell’art. 19 comma 7; ma la segreteria del Personale della scuola mi “contesta” che il 20 Giugno inizieranno gli esami di Maturità, sicuramente non sarò membro interno e non so ancora se sarò nominata come commissario esterno. Domanda: posso usufruire del permesso non retribuito anche nel giorno di inizio degli esami di Maturità? Il motivo della mia assenza deve essere valutato come “grave o importante” dal Dirigente Scolastico? (questo è ciò che mi ha risposto la segreteria del personale). Grazie per l’attenzione. Distinti Saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Floriana,

Il comma 7 dell’art. 19 del CCNL Scuola prevede che al personale assunto a tempo determinato sono attribuiti sei giorni di permessi non retribuiti per le stesse motivazioni previste dall’art. 15 comma 2 (motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione).

I motivi addotti dal lavoratore non sono soggetti alla valutazione del dirigente scolastico.

Infatti, la clausola prevede genericamente che tali permessi possono essere fruiti “per motivi personali e familiari” consentendo, quindi, a ciascun dipendente, di individuare le situazioni soggettive o le esigenze di carattere personale o familiare ritenute più opportune ai fini del ricorso a tale particolare tutela contrattuale.

Non solo, ma il permesso per motivi personali o familiari non è subordinato alla discrezionalità del dirigente scolastico o alle “esigenze dell’amministrazione”, trattandosi di un diritto soggettivo del dipendente sul quale non può essere esercitata alcuna discrezionalità da parte dell’Istituzione scolastica.

La norma infatti riconosce al lavoratore uno specifico diritto soggettivo alla fruizione dei permessi per motivi familiari o personali, senza in alcun modo prevedere, direttamente o indirettamente, alcuna possibilità del datore di lavoro pubblico di impedire, limitare o solo di ritardare l’esercizio di questo diritto, anche in presenza di particolari e rilevanti ragioni organizzative e funzionali.

Inoltre, il dirigente non può in nessun caso rifiutare il permesso ritenendo futili i motivi a supporto della richiesta.

Pertanto, il dirigente si deve limitare ad un controllo sulla correttezza formale della domanda, non avendo alcuna discrezionalità, ma dovendosi limitare soltanto alla mera verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni prescritti dalla norma.

Tali permessi non potranno essere negati neanche se i giorni richiesti coincidono con giornate in cui sono previste attività collegiali inclusi i consigli di classe per lo svolgimento di scrutini intermedi e finali o per gli esami.

Potrai quindi fruire del permesso autocertificando il motivo e il permesso ti deve essere concesso.

Mi piacerebbe comunque che la segreteria ci indicasse la normativa a supporto della tesi che sostiene.

 

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