Aspettativa per motivi di famiglia. Richiesta di ulteriori mesi. Chiarimenti

Claudia – Salve,  sono una docente della scuola secondaria di primo grado (Pianoforte) entrata di ruolo ad agosto 2017 dalle graduatorie ad esaurimento della provincia di Napoli. Appena effettuata la presa di servizio ho presentato domanda di aspettativa fino al 31 agosto 2018, la mia richiesta e’ stata immediatamente accettata, per cui la mia aspettativa e’ partita dal 1° settembre 2017. Avrei bisogno di estendere il periodo di aspettativa per un altro anno, la situazione non e’ semplice, la mia richiesta e’ stata motivata allegando documentazione medica di mia madre. Non vorrei assolutamente perdere il ruolo e so di dover assolvere l’anno di prova entro i “primi” tre anni che decorrono dall’assunzione. La mie domande sono: – posso estendere la mia aspettativa? Se si, di quanto e in che modo? – l’anno di prova deve effettivamente essere assolto entro i primi tre anni anche se non ho ancora (mai) prestato servizio? Ringraziando anticipatamente per il servizio offerto, attendo di ricevere una cortese e pronta risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima Claudia,

fino al prossimo rinnovo contrattuale, e se le cose non cambieranno, l’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio è espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola.

L’art. 18 comma 1 recita: L’aspettativa per motivi di famiglia o personali continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano. L’aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente ed ATA. L’aspettativa è erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all’art. 3, comma 6 e 7 del D.P.R. n. 399/1988, ed al personale di cui al comma 3 dell’art. 19 del presente CCNL, limitatamente alla durata dell’incarico.

L’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita per periodi spezzettati o frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi). Il quinquennio da prendere in considerazione è quello che verrà a scadere nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto.

I periodi di aspettativa intervallati da periodi di servizio attivo non superiori a sei mesi si sommano ai fini del raggiungimento del limite di un anno come se fossero continuativi, mentre se il servizio attivo è superiore a sei mesi il computo del limite massimo riprende dall’inizio.

Pertanto, nel tuo caso, potresti arrivare solo ad un periodo complessivo di 12 mesi perché la stai chiedendo con continuità senza un rientro effettivo di 6 mesi.  Dovresti, infatti, per richiedere un ulteriore periodo, rientrare in servizio almeno 6 mesi.

Hai solo una possibilità: ai sensi dell’art 70 del DPR 3/57 è possibile infatti per motivi particolarmente gravi la proroga eccezionale dell’aspettativa di durata non superiore a sei mesi.

Dipenderà quindi dalla documentazione che presenterai a supporto della nuova richiesta, perché ovviamente la proroga in questi casi è di tipo “eccezionale” , e bisognerà quindi che motivi la richiesta di questi ulteriori 6 mesi che potrai, se accordati, aggiungere a quelli già fruiti fino al 31/8.

Per l’anno di prova non avresti problemi perché può essere rimandato più volte (anche per più anni) nei casi di rinvio per motivi (congedi  – assenze) previsti dalla legge.

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