Congedo matrimoniale per il personale assunto a tempo determinato. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Una docente scuola secondaria di 1° grado a tempo determinato con contratto fino al 31-08-2018 chiede se può usufruire del permesso retribuito di 15 gg. consecutivi per matrimonio entro i due mesi successivi al matrimonio stesso in analogia al personale di ruolo (art. 15 Comma 3 CCNL). All’art. 19 comma 12 del CCNL per il personale a tempo determinato è scritto solo “entro i limiti della durata del rapporto”. Si ringrazia per la disponibilità e attenzione.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

L’ARAN ha avuto modo di chiarire che “la clausola contrattuale prevede che il permesso debba essere fruito “in occasione del matrimonio” e, pertanto, in stretto collegamento temporale con l’evento.

A tale riguardo, l’espressione “evento o occasione” deve intendersi come la causa che fa sorgere il diritto del dipendente e non il dies a quo dello stesso.

In particolare, la disposizione contrattuale prevede che il dipendente può anticiparne la fruizione di una settimana oppure differirne l’utilizzo entro i due mesi successivi, che è stato considerato un periodo di tempo congruo rispetto all’evento che giustifica la fruizione del permesso stesso.

La collocazione temporale del permesso viene, pertanto, demandata alla volontà dell’interessato che dovrà stabilirne la decorrenza, in base ai motivi organizzativi che attengono alla sfera delle sue decisioni personali.”

Detto questo, per il caso in questione, ai sensi dell’art. 19, comma 12, del CCNL 29/11/2007 “Il personale docente ed ATA assunto a tempo determinato ha diritto entro i limiti di durata del rapporto di lavoro, ad un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio“.

Nel caso prospettato, quindi, se l’evento matrimonio avviene all’interno del contratto di lavoro, in applicazione di quanto previsto dalla disposizione contrattuale sopra riportata, il dipendente ha diritto al congedo matrimoniale e può optare anche per la scelta della settimana prima fino ai due mesi successivi la data del matrimonio (questo perché la dicitura utilizzata “occasione del matrimonio” è la stessa che per il personale a tempo indeterminato), fermo restando che i “due mesi successivi” si esauriscano comunque entro il 31/8.

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