Aspettativa per assegno di ricerca rinnovabile. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Una nostra docente con contratto a tempo indeterminato  ha  usufruito delle seguenti assenze: 1.  dal 03/09/2015 al 30/09/2017 Aspettativa (senza assegni) per i titolari di  assegni di ricerca 2.  dal 01/10/2017 al 31/03/2018 di Congedo Parentale.  Dal 01/04/2018 al 31/03/2019 può riprendere un’altra aspettativa (senza assegni) per i titolari di assegni di ricerca? O può usufruire di un’altra tipologia di aspettativa? Si ringrazia per la cortese collaborazione e si porgono distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Scuola,

L’art. 22 comma 3 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010 prevede che:

Gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre anni, sono rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di ricerca dei titolari. La durata complessiva dei rapporti instaurati ai sensi del presente articolo, compresi gli eventuali rinnovi, non può comunque essere superiore a quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno è stato fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo della durata legale del relativo corso. La titolarità dell’assegno non è compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all’estero, e comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche.”

Pertanto, può essere ricollocato in aspettativa per la durata compresa tra uno e tre anni, e sono rinnovabili.

Può anche essere collocata in aspettativa senza bisogno di rientro in servizio.

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