Viaggio di istruzione. Solo questione di vigilanza?

Rossella – Buongiorno, vorrei sapere se, all’interno di un Istituto Comprensivo, insegnanti e collaboratori del DS della scuola primaria possono accompagnare nei viaggi di istruzione alunni della scuola secondaria di I° grado e viceversa. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rossella,

I DPR dell’8/03/1999 n. 275 e del 6/11/2000 n. 347 hanno dato completa autonomia alle istituzioni scolastiche anche in materia di uscite/visite guidate e viaggi di istruzione, in Italia e all’estero.

In particolare, a decorrere dal 1° settembre 2000, il “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche”, emanato con il D.P.R. 275/1999, ha configurato la completa autonomia delle scuole anche in tale settore. Pertanto, la previgente normativa in materia (a titolo esemplificativo, si citano: C.M. n. 291 – 14/10/1992; D.lgs n. 111 – 17/03/1995; C.M. n. 623 – 02/10/1996; C.M. n. 181 – 17/03/1997; D.P.C.M. n. 349 – 23/07/1999), costituisce opportuno riferimento per orientamenti e suggerimenti operativi, ma non riveste più carattere prescrittivo.

Ciò vuol dire che gli organi collegiali deputati alla delibera dei viaggi, previa disponibilità dei docenti accompagnatori, possono in assoluta autonomia decidere la partecipazione a dette uscite di altre figure come gli ATA, lo stesso Dirigente o i genitori degli alunni o, come il caso in questione, anche di alunni non “propri” ovvero di altre classi e ordini di scuola.

Mi permetto di porre di dubbi non tanto dal punto di vista procedurale (come detto siete voi a decidere) ma dal punto di vista didattico/educativo.

Il viaggio/uscita non si dovrebbe infatti ridurre ad un mero accompagnamento degli alunni o ad una questione solo di vigilanza, ma dovrebbe avere una finalità didattica. Ci si aspetterebbe quindi che gli insegnanti delle classi progettino l’uscita, “preparino” la classe e quindi poi siano loro ad accompagnare i propri alunni in modo da raggiungere  al meglio la finalità educativa/didattica prefissata.

Nel caso in questione, invece, a me sembra che ci si preoccupi solo dell’aspetto della vigilanza e del numero degli accompagnatori.

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